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Le 5 vie della comunicazione

marzo 19, 2012 − by settimanadellacomunicazione − in Edizione 2012 − No Comments

I media amano dare risonanza e risalto a ciò che la pubblica opinione sembra prediligere: lo scandalo, l’apparenza, la ricchezza, la furbizia, la scaltrezza. Ma esiste anche un altro modo di diffondere la notizia, un modo silente e operoso, fatto di piccole azioni e di piccoli gesti che danno valore alle relazioni, al dialogo, al sorriso in un mare di non senso. E questo significa “prendersi cura” della comunicazione. È su questa scia del “prendersi cura della comunicazione” che si colloca il Festival della comunicazione, promosso da Paolini e Paoline in collaborazione con le diocesi italiane.  Per tenere alto il significato della parola Comunicazione e darle sostanza e senso nell’era digitale, la nostra proposta evidenzia  le cinque Vie del comunicare.

La via della conoscenza

Investe lo scibile umano e tutti i saperi: dal filosofico al teologico, dal sociologico allo spirituale, dal biblico allo scientifico. La conoscenza porta alla consapevolezza,  alla libertà e alla responsabilità da cui nasce l’impegno individuale e collettivo nella vita sociale e civile. Ma per conoscere, qualcuno ci deve introdurre nel sapere e noi dobbiamo lasciare campo libero alla nostra curiosità. Senza mai dimenticare che la felicità nasce dalla libertà come conquista della conoscenza.

La via dei linguaggi

I linguaggi propri dei mezzi di comunicazione si stanno moltiplicando e costringono chi li usa a scoprine tutti i segreti per decodificarli e non lasciarsi ingannare. Il linguaggio della Tv, fatto di parole, suoni e immagini è governato da regole che non coincidono con quelle della carta stampata, il cui linguaggio è anch’esso fatto di parole scritte e immagini, ma che hanno una valenza totalmente diversa da quelle della TV. Se non si comprendono i vari linguaggi si vive nel mondo dei media come degli spaesati. Dal mito al disincanto è il percorso di chi si educa alla comprensione dei linguaggi informatici e digitali.

La via della bellezza

Percorrere la via della bellezza nel mondo della comunicazione significa attraversare tutte le arti (la musica, la scultura, la pittura, l’architettura) e di ciascuna apprezzarne la peculiarità. Si dice che il bello in sé non esista ma esista solo ciò che piace. Questo è sostanzialmente vero, tuttavia bisogna riconoscere che nella comunicazione la bellezza si palesa da sé. Se un’opera d’arte comunica un’emozione, essa ha in sé il germe della bellezza. Tocca a noi scoprirlo.

La via dell’aggregazione

Importantissima via del comunicare, quella dello stare insieme di tante persone nella stessa piazza, davanti al palco per vivere lo stesso evento musicale, anche senza scambiarsi parole ma vivendo le stesse emozioni. L’aggregazione oggi vive un momento di necessità assoluta che diventa “celebrità”, perché tutti, giovani e adulti, abbiamo un grande bisogno di vivere gli eventi insieme ad altre persone. L’uomo non è un’isola, recita il proverbio. Abbiamo bisogno di trovare luoghi e tempi comuni, anche per manifestazioni le  più disparate, per fare esperienza di comunicazione.

La via della solidarietà

Potrebbe sembrare strano, ma anche la solidarietà  è una delle 5 vie del comunicare. Solidale è colui che affianca chi è nel bisogno per predisporre risposte alle sue necessità. La solidarietà delle organizzazioni no-profit si esprime verso l’indigenza o l’emergenza. Ma esiste anche una forma di solidarietà verso la povertà culturale che fa mettere in atto operazioni di conoscenza e di condivisione del sapere con le persone che desiderano comprendere meglio le dinamiche della comunicazione che avviene attraverso i  media e il digitale.

di Cristina Beffa