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51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo

Ritrovare l’amore per la Parola

aprile 19, 2012 − by settimanadellacomunicazione − in Edizione 2012 − No Comments

di don Enrico Garbuio

“Parola e silenzio”. Educarsi alla comunicazione vuol dire imparare ad ascoltare, a contemplare oltre che a parlare. Dal 30 aprile al 12 maggio 2012 si svolgono a Ferrara le due “Settimane della Comunicazione”, manifestazione nazionale promossa da Paoline e Paolini in preparazione all’annuale Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che nel 2012 compie 46 anni di vita. Il filo conduttore, come da tradizione, è costituito dal tema del Messaggio del Papa per questa Giornata, che invita a riflettere su: Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione, accentuando così l’elemento del  silenzio come necessario anche nel tempo delle tecnologie comunicative avanzate. “Quando parola e silenzio si escludono a vicenda, la comunicazione si deteriora, o perché provoca un certo stordimento, o perché, al contrario, crea un clima di freddezza; quando, invece, si integrano reciprocamente, la comunicazione acquista valore e significato. Il silenzio è parte integrante della comunicazione e senza di esso non esistono parole dense di contenuto. Nel silenzio ascoltiamo e conosciamo meglio noi stessi, nasce e si approfondisce il pensiero, comprendiamo con maggiore chiarezza ciò che desideriamo dire o ciò che ci attendiamo dall’altro” (dal Messaggio del Papa per la Giornata 2012). L’atto del leggere è una pratica importante nella vita cristiana dei giovani, non solo come un’operazione intellettuale, quanto piuttosto come strumento per approfondire la fede, per accogliere i doni di una tradizione ricca di conoscenza, per vincere la paura di pensare, per aprire il cuore alla novità e a ciò che è stato cercato dall’altro.

Per un giovane cristiano – consapevole che la parola di Dio è contenuta nei libri per eccellenza – l’operazione del leggere diventa necessaria quasi quanto l’ascoltare. Oggi siamo dinnanzi ad una vasta trasformazione culturale: le nuove tecnologie stanno cambiando il modo di comunicare e la comunicazione in se stessa. Trasformazione che porta con sé quella che da qualche anno viene definita la “bignamizzazione” della cultura: molti ragazzi preferiscono i bignami ai libri di testo, altri aprono il libro iniziando a contare quante pagine mancano alla conclusione, altri ancora sono decisi a non approfondire la conoscenza del tema su altri testi.

Le statistiche sostengono che i giovani italiani sono i lettori più pigri d’Europa. La media dei ragazzi che si lasciano andare al piacere di un buon racconto si aggira attorno all’84%. In libreria, gli studenti acquistano solo testi consigliati da professori o genitori, quindi, nessuna o quasi iniziativa personale è dettata da particolari interessi o curiosità. In questo scenario giovanile all’apparenza drammatico e senza speranze, si è reso necessario l’inserimento di una proposta differente dalle solite, forse controcorrente in una società in cui gli adolescenti sembrano avere altro a cui pensare ed a cui dedicarsi: Non ci resta che leggere. Tale progetto – giunto alla quarta edizione – si inserisce nella Settimana della comunicazione, che prevede iniziative culturali e di animazione finalizzate alla celebrazione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali.

L’iniziativa ha voluto presentarsi come un invito alle scuole superiori della città di Ferrara, affinché possano sempre proporsi pervase da amore per la parola e il silenzio, capaci di amare e valorizzare la persona, soprattutto se adolescente alle prese con la sua vivace fioritura e con il sogno di un abbondante raccolto. Sono molti i libri che forniscono cibo solido per la vita cristiana dei giovani, libri che sanno dare la gioia, il piacere di scoprire aspetti inesplorati dei tesori del mistero cristiano. La lettura, infatti, è sempre l’incontro di due parole: la parola fissata nella scrittura e la parola interiore del lettore. Un incontro, dunque, che tende e conduce a una conoscenza sempre più profonda: solo chi conosce di più, ama anche di più e questo vale anche nella nostra relazione con il Signore. Se un giovane decide di dedicare del tempo alla lettura mostra innanzitutto lo sforzo di organizzare, di dominare il tempo della propria giornata: già questo lottare contro il tempo, come avviene anche per fare spazio alla preghiera, è un atteggiamento anti-idolatrico. Certo, al cuore della vita cristiana ci dev’essere la lettura della parola di Dio, ma la sapienza di Dio è presente anche in tanti libri che l’incontro tra la Parola stessa e chi l’ha letta prima di noi ha ispirato. Il silenzio diventa occasione e strumento per dare priorità alla parola.

È necessario per far nascere una parola umana comunicativa, penetrante, ricca di sapienza e di capacità di comunione. Oggi per le giovani generazioni è sempre più difficile volere il silenzio, crearlo, viverlo… Il silenzio è il grande assente dalla nostra società, dalle nostre città, dalle nostre scuole, dai nostri corpi, insomma, dalla nostra vita. La modernità ha significato anche il trionfo del rumore, ci ha imposto una perdurante condizione di non silenzio. Gli effetti di questa dominante del rumore assordante si riflettono sui giovani, sempre meno disposti ad acquisire una vita interiore profonda e ad esercitare la comunicazione attraverso tutti i sensi, anche quelli spirituali. Promuovere il piacere per la parola e il silenzio e far crescere il gusto di confrontarsi con altri giovani lettori: questi sono gli obiettivi della nostra iniziativa. Essa è stata accolta da oltre 1000 studenti liceali (Liceo Scientifico “A. Roiti” – Liceo Artistico “D. Dossi”). Una volta entrati in libreria, gli studenti si immergeranno nella moltitudine di libri, in un mondo ricco di quei valori e di quegli ideali che rimarranno per sempre intramontabili, per confrontarsi con altri lettori loro coetanei. Gli studenti, dopo aver attentamente letto e meditato nei banchi di scuola: Il bambino di Noè, Ulisse da Baghdad, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, tutti e tre del drammaturgo francese Eric-Emmanuel Schmitt, Correre di Jean Echenoz, Destinatario sconosciuto della scrittrice Kressmann Taylor, Piccolo stupido cuore di Xavier-Laurent Petit (San Paolo Edizioni) e Giada di Francois Garagnon (Paoline Editoriale), si immergeranno in sfide tra classi. Il progetto, proposto dalla Libreria Paoline, si presenta come un invito a ritornare sempre alla fonte letteraria, per ritrovare l’amore per la Parola, il rispetto della persona e la ricerca di quei sogni tipici di un’età in continua ridefinizione.

don Enrico Garbuio, Insegnante del Liceo Scientifico “A. Roiti”