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Facebook e televisione. Tutte le sinergie sul pc

agosto 08, 2012 − by settimanadellacomunicazione − in Edizione 2012 − No Comments

Uno studio di Nextplora mette in evidenza l’intreccio con i social network

Internet non “ruba” tempo al piccolo schermo, ma cambia il modo d’uso del mezzo: il 52% del campione quando guarda la tv usa anche il pc e il 31% naviga sui social network. Tra questi il 96% è iscritto a Facebook. Il 35% guarda su Internet i video delle trasmissioni televisive preferite e il 28% commenta attraverso chat e social network

Internet e televisione convivono o competono? Chi guarda tanto la tv utilizza molto o poco i social network? Perché si utilizzano davvero i social network e con quali modalità? Realizzata da Nextplora e commissionata da Facebook (che oggi conta 21 milioni di utenti) la ricerca “Fuga dalla Tv? La pubblicità ha scoperto Facebook” è rivolta agli investitori pubblicitari e ai produttori di contenuti, ma fornisce interessanti spunti di riflessione per i giornalisti, per il mondo della comunicazione e per gli utenti in genere. Lo studio è stato condotto nel periodo settembre/ottobre 2011 su un campione di 2.004 intervistati rappresentativi della popolazione Internet oltre i 16 anni, appartenenti al panel Nextplora, con metodologia C.a.w.i.

Internet e televisione convivono e si sovrappongono

Internet supera la televisione in termini di tempo speso: nei giorni feriali la popolazione Internet guarda la TV in media per circa 1 ora e 43 minuti, mentre la navigazione su Internet da pc – mediamente ogni giorno – è di circa 2 ore e 39 minuti (3 ore e 34 minuti prendendo in considerazione coloro che accedono ad Internet anche dal cellulare). Non solo: ad eccezione della sola fascia oraria del prime time dove la TV ha ancora un ruolo da protagonista indiscusso, durante il resto della giornata Internet raggiunge la maggiore audience.

Su questi dati, dichiarati dagli utenti, pesa sicuramente la possibilità di accesso dal lavoro e in mobilità, cosa impossibile per un mezzo come la TV che è per sua natura confinata entro le mura domestiche, ma riflette soprattutto il maggiore interesse rivolto ad Internet rispetto allo schermo televisivo, il cui setting di fruizione è spesso dispersivo e caratterizzato da un basso livello di attenzione.

Ma la competizione tra la televisione e Internet non si esaurisce nella semplice misurazione del tempo speso sui due media o nella rilevazione della copertura lungo l’arco della giornata media: Internet non “ruba” tempo alla televisione, ma sta cambiando in modo sensibile la modalità di fruizione del mezzo televisivo, ponendosi come minaccia per l’attenzione del telespettatore.

Dall’indagine emerge che ben il 52% del campione, quando guarda la televisione, usa anche il pc: se poco potrebbe distogliere l’attenzione dallo schermo televisivo la consultazione delle email (43%), ben più “distraenti” appaiono le altre attività su Internet – contemporanee alla fruizione televisiva – e cioè la navigazione sui Social Network (31%), la lettura dei quotidiani online (21%) e le chat (20%). I 16-24enni e i 25-34enni sono i più multitasking: il 46% di essi mentre guarda la televisione contemporaneamente comunica anche con gli amici su Internet attraverso i social network e le chat. Allo stesso tempo il rapporto Internet – TV evidenzia forme di elevata sinergia. In quanto espressioni entrambe dei gusti e degli interessi della stessa persona, molte sono le attività Internet legate ai contenuti televisivi abitualmente fruiti: il 35% degli intervistati vede video delle trasmissioni TV (spezzoni o puntate intere), il 28% commenta sui social network o sulle chat cosa sta vedendo (i 16-24enni in particolare, il 39% afferma di fare questa attività), il sito ufficiale è visitato dal 24% mentre il 22% legge news su siti non ufficiali (per esempio anticipazioni su puntate e personaggi).

Quattro profili di utenti social network, rinforzo della tv?

A partire dalla riflessione sull’elevata sovrapposizione del pubblico televisivo e di quello Internet, l’indagine ha voluto quindi approfondire la relazione dei social network con la televisione andando a misurare la loro differente rilevanza su quattro specifici segmenti di pubblico, definiti in funzione della loro esposizione alla TV e a Internet. In particolare sono stati evidenziati 4 profili: Bassa TV – Basso Internet (34%): appartengono a questo profilo le persone che, mediamente al giorno, guardano la TV meno di un’ora e navigano su Internet per circa un’ ora e mezza. In questo profilo rientrano i giovani studenti dai 16 ai 24 anni e le donne con più di 35 o più anni che sono mamme lavoratrici.

Alta TV – Basso Internet (22%): sono coloro che, mediamente al giorno, guardano la TV per circa due ore e mezza e navigano su Internet per un’ora e mezza. Parliamo di donne che superano i 45 anni, con un basso livello di istruzione, di professione commercianti, commesse, pensionati e casalinghe.

Bassa TV – Alto Internet (18%): sono le persone che passano meno di 1 ora al giorno a guardare la Televisione e quasi 4 ore a navigare su Internet. Appartengono a questo profilo gli uomini dai 16 ai 34 anni con un alto livello di istruzione, studenti e in cerca di occupazione.

Alta TV – Alto Internet (27%): rientra in questo segmento chi passa al giorno mediamente circa 3 ore davanti alla TV e oltre 4 ore a navigare su Internet. Dal punto di vista socio demografico è caratterizzato da individui di 35 anni in su, del Sud, in prevalenza impiegati e casalinghe.

Internauti televisivi in pool position

La ricerca evidenzia che i social network non caratterizzano solo i comportamenti dei profili meno televisivi e di coloro che a fronte di una bassa esposizione in TV oppongono un’alta presenza su Internet ma, al contrario, dimostra proprio quanto essi siano estremamente sovrapposti anche su un pubblico fortemente televisivo.

Se, infatti, i Bassa TV – Alto Internet sono iscritti ad almeno un social network nella misura del 68%, e gli utenti che vi accedono quotidianamente sono il 60%, gli iscritti ai social network che al contrario evidenziano un profilo estremamente televisivo (oltre 3 ore al giorno) sono il 67% e ben il 55% vi accede quotidianamente.

Stesse riflessioni per quanto riguarda l’accesso dal cellulare: il 32% del segmento Bassa TV – Alto Internet accede abitualmente ai social network dal cellulare, valore non distante dal 25% di chi invece la Tv la guarda molto (molto più staccati gli altri due profili rispettivamente al 15% i Bassa TV – Basso Internet e solo l’8% gli Alta TV – Basso Internet); così come per quanto riguarda il numero di amici, che vede gli Internauti non televisivi con circa 325 amici a testa e gli ipermediali (Alta esposizione TV e Internet) fermi a 270 amici a testa (anche in questo caso gli altri due segmenti seguono a distanza rispettivamente con 236 e 182 amici).

Televisivi poco internauti opposti e complementari

I dati di accesso, anche quotidiano, e il numero di amici sui social network non mostrano in maniera così evidente la sovrapposizione tra Internet e Televisione quanto l’analisi delle attività compiute ogni giorno sui social network: se infatti era lecito aspettarsi un utilizzo massivo dellefunzionalità offerte dai SN da parte del segmento non televisivo, degno di nota è vedere quanto queste stesse attività caratterizzino in maniera non dissimile anche chi la televisione la guarda per molte ore al giorno. In particolare: se il 27% dei Bassa TV – Alto Internet chatta ogni giorno / più volte al giorno con gli amici online tale percentuale rimane invariata anche da parte di chi guarda la televisione molte ore al giorno, lo stesso per quanto riguarda l’abitudine di commentare quotidianamente ciò che postano i propri amici è simile nei due profili Alto Internet – Bassa TV (25%) / Alto Internet – Alta TV (22%), condividere news, video, link interessanti [Bassa TV (16%) mentre Alta TV (15%)] e anche attività che richiedono molta attenzione da parte dell’utente come il giocare online che è addirittura superiore tra chi guarda molto la TV (16%) rispetto a chi la guarda poco (12%).

Tutti questi elementi confermano quindi la tesi di come i social network siano oggi strumento fondamentale e alternativo alla TV per raggiungere coloro che la guardano poco, ma dimostrano quanto sia ancora più importante il loro utilizzo per una strategia comune su quegli stessi profili altamente televisivi ma fortemente contesi nei termini di attenzione da Internet.

I tre motivi che spingono a usare i social network

Le motivazioni d’uso dei social network riflettono la profonda trasversalità degli stessi rispetto all’esposizione televisiva e ne giustificano l’elevato ricorso e l’importanza nella vita quotidiana delle persone. Esistono infatti 3 motivazioni fondamentali che spingono le persone ad utilizzare i social network: Partecipare. È  un modo per recuperare vecchi contatti, tenersi aggiornati e poter esprimere le proprie opinioni.

Osservare la vita degli altri. È  un modo per occupare i tempi morti leggendo della vita dei propri contatti (il gossip sulle persone che si conoscono e non sui personaggi famosi) Relazionarsi con gli altri. È  un modo per sentirsi parte di un gruppo, comunicare i propri contatti e fare nuove amicizie.

Dalla ricerca si evidenzia come chi utilizza molto Internet, a prescindere dall’uso assiduo o meno della TV, tenda oggi a proiettare completamente la propria rete sociale sui social network che rappresenta quindi il più naturale modo di relazionarsi con gli altri. Per il pubblico altamente televisivo in misura anche maggiore degli altri: il 42% di chi rientra nel profilo Alta TV – Alto Internet accede ai Social Network perché questi rappresentano per lui la propria “Piazza virtuale”, il luogo dove sentirsi parte del proprio gruppo di amici e dove comunicare con loro, così come il segmento Bassa TV – Alto Internet  considera il social network la trasposizione virtuale della propria vita reale e della propria cerchia di amicizie: usa i social network per poter parlare, per raccontare di se, per condividere passioni e interessi, per far sapere agli altri cosa piace e cosa non piace.

Così la pubblicità ha scoperto facebook

All’opposto i profili per cui Internet è meno importante – anche in questo caso trasversalmente ai fruitori più o meno assidui della televisione – per cui i social network sono principalmente un modo per “esserci, partecipare”, ma in una logica alternativa alla propria dimensione quotidiana, più ristretta, rappresentando invece un modo per recuperare vecchi contatti non più frequentati di persona, per conoscere persone diverse da sé e che non si sarebbero incontrate altrimenti e/o per far sentire la propria voce e le proprie opinioni oltre la propria rete sociale più prossima.

Ultimo elemento a conferma della sovrapposizione tra i social network e la televisione riguarda il tipo di fruizione televisiva che ne fanno gli iscritti rispetto ai non iscritti: pur passando mediamente lo stesso tempo davanti alla TV, chi è iscritto ai social network guarda più generi televisivi.

Gli iscritti ai social network, infatti, guardano le commedie per il 57% (+ 10 punti percentuali rispetto ai non iscritti), le serie TV crime per il 42% (+ 10 punti rispetto ai non iscritti), i documentari scientifici per il 41% (+ 10 punti percentuali rispetto ai non iscritti), le sit-com (+ 17).

Ma chi vuole essere informato sull’attualità sceglie Twitter

Si è parlato, fino ad ora, di chi è iscritto ai social network in generale: il 96% di chi ha dichiarato di essere iscritto a un Social Network è iscritto a Facebook, che viene utilizzato in particolar modo per passare il tempo e per comunicare in maniera diretta con i propri amici; il 18% è iscritto a Twitter, che è usato soprattutto per essere sempre aggiornati sulle notizie di attualità e il 12% è iscritto a Linkedin, che come prevedibile è usato soprattutto per ragioni di lavoro.

Facebook e televisione pari sono … per numero di contatti

La dimensione di Facebook ormai assimilabile al media televisivo per numero di contatti in grado di raggiungere è ulteriormente evidente analizzando la frequenza di accesso: il 77% di chi è iscritto ad un social network è ogni giorno su Facebook, mentre solo il 7% su Twitter, il 4% su MySpace, in parte per il numero inferiore di iscritti e soprattutto per una minore frequenza di accesso.I principali motivi per cui si utilizzano i social network – si è detto – sono il recupero di contatti persi di vista, vecchie amicizie o colleghi che non si vedono da tempo: il 73% degli intervistati si dichiara molto o abbastanza d’accordo con questa affermazione.

A seguire la voglia di scoprire cose lontane dalla solita routine attraverso la conoscenza di persone diverse (67%) e occupare i tempi morti 59% e osservare a distanza la vita degli altri.

L’immagine che si dà di sé sui social network è fondamentale anche per costruire la propria immagine nella vita reale. Ciò che emerge dalla ricerca è che le persone traspongono sui social network esattamente quello che sono nella propria vita reale mostrando pregi e difetti (63%), il 29% invece sceglie di mostrare solo gli aspetti più positivi/belli di se stesso. Quest’ultimo aspetto risulta essere più spiccato tra i più giovani: il 38% dei 16-24enni, infatti, ha come priorità sui social network quella di mostrarsi brillante, mentre solo il 9% decide di dire tutto di sé utilizzando il social network come una sorta di diario personale “pubblico”.

In ultimo un dato sui contenuti postati sui Social Network: principalmente contenuti legati alla sfera delle proprie opinioni e interessi (54%, il 61% dei 45-54 anni) o all’attualità e alla politica (35%, 40% degli uomini), mentre la sfera della vita privata è condivisa in misura minore (il 30% condivide il proprio stato d’animo, il 26% eventi accaduti e foto e solo il 12% sceglie di rendere nota agli altri la propria posizione in quel momento), in particolare dai più giovani (32% dei 16-24 anni e il 34% dei 25-34 anni racconta di sé e di quanto loro accaduto nella quotidianità).

Tratto da: http://www.odg.mi.it/sites/default/files/tabloid/newtabloid-3-2012