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La comunita’ Internet protesta contro chi lo vuole “ingabbiare”

ottobre 09, 2012 − by settimanadellacomunicazione − in News − No Comments

Prima o poi, dovremo pagare le e-mail che spediamo? E i vari siti dovranno pagare l’utilizzo di Internet in base al numero dei suoi visitatori? Fulmine a ciel sereno! L’allarme lo ha lanciato qualche giorno fa La Repubblica, quando affermava che lo scenario è tutt’altro che trascurabile. Se passeranno le proposte di nuovi modelli di tariffazione del traffico Internet, qualcuno dovrà pagare l’ampliamento delle infrastrutture, visto che le attuali non sono più sufficienti a reggere il carico esponenziale del traffico di Internet. Le  Telecom premono affinché siano gli Over The Top (Google, Facebook, Netflix) a farlo, misurando il consumo di banda e assicurando a chi lo paga delle corsie preferenziali.  Ma così verrebbe meno la net neutrality, il principio di non discriminazione del traffico che è la vera forza di Internet.  La società civile è al lavoro e a Torino, nell’ambito dell’Internet Governance Forum italiano, il 18 ottobre si terrà un evento intitolato:  “La reazione della comunità Internet alle proposte di revisione del trattato internazionale delle telecomunicazioni”. La libertà in Rete è ostacolata in molti modi. Forse ha ragione chi sostiene che Internet avrebbe dovuto essere considerato come un Paese a sé, con le sue leggi e il suo governo, capace di salvaguardarne la neutralità.