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Le nuove frontiere dello scenario comunicativo

ottobre 16, 2012 − by settimanadellacomunicazione − in Evangelizzazione − No Comments

Dall’Instrumentum Laboris,  preparato per il Sinodo dei Vescovi, estrapoliamo  i quattro paragrafi (59-62) che affrontano  “Le nuove frontiere dello scenario comunicativo”.  Il documento riconosce  le sfide insite nelle tecnologie digitali, ma contemporaneamente, le considera luoghi per la “pastorale evangelizzatrice della Chiesa” e “nuovi spazi” per l’evangelizzazione.

SINODO DEI VESCOVI

XIII ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA

LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE
PER LA TRASMISSIONE DELLA FEDE CRISTIANA

INSTRUMENTUM LABORIS

Le nuove frontiere dello scenario comunicativo

59. In modo corale le risposte ai Lineamenta hanno esaminato un altro scenario, il sesto, quello comunicativo, che oggi offre enormi possibilità e rappresenta una delle grandi sfide per la Chiesa. Agli inizi era caratteristico del solo mondo industrializzato, oggi lo scenario di un mondo globalizzato è in grado di influenzare anche vaste porzioni dei Paesi in via di sviluppo. Non c’è luogo al mondo che non possa essere raggiunto e quindi non essere soggetto all’influsso della cultura mediatica e digitale che si impone sempre più come il “luogo” della vita pubblica e della esperienza sociale. Basti pensare all’uso sempre più diffuso della rete informatica.

60. Le risposte riferiscono la diffusa convinzione che ormai le nuove tecnologie digitali hanno dato origine ad un vero e proprio nuovo spazio sociale, i cui legami sono in grado di influire sulla società e sulla cultura. Agendo sulla vita delle persone, i processi mediatici resi possibili da queste tecnologie arrivano a trasformare la realtà stessa. Intervengono in modo incisivo nell’esperienza delle persone e permettono un ampliamento delle potenzialità umane. Dall’influsso che esercitano dipende la percezione di noi stessi, degli altri e del mondo. Queste tecnologie e lo spazio comunicativo da esse generato vanno perciò considerati positivamente, senza pregiudizi, come delle risorse, anche se con uno sguardo critico e un uso sapiente e responsabile.

61. La Chiesa ha saputo entrare in questi spazi ed assumere questi mezzi sin dall’inizio come utili strumenti di annuncio del Vangelo. Oggi, accanto ai mezzi di comunicazione più tradizionali, come soprattutto stampa e radio, che – stando alle risposte – hanno conosciuto in questi ultimi anni un discreto incremento, i nuovi media stanno servendo in modo sempre maggiore alla pastorale evangelizzatrice della Chiesa, rendendo possibili interazioni a vari livelli, locale, nazionale, continentale, mondiale. Si percepiscono le potenzialità di questi mezzi di comunicazione antichi e nuovi, si vede la necessità di servirsi di nuovo spazio sociale che si è venuto a creare con i linguaggi e le forme della tradizione cristiana. Si sente il bisogno di un discernimento attento e condiviso per intuire al meglio le potenzialità che esso offre in vista dell’annuncio del Vangelo, ma anche per coglierne in modo corretto i rischi e i pericoli.

62. Il diffondersi di questa cultura infatti porta con sé indubbi benefici: maggiore accesso alle informazioni, maggiore possibilità di conoscenza, di scambio, di forme nuove di solidarietà, di capacità di promuovere una cultura sempre più a dimensione mondiale, rendendo i valori e i migliori sviluppi del pensiero e dell’attività umana patrimonio di tutti. Queste potenzialità non eliminano però i rischi che la diffusione eccessiva di una simile cultura sta già generando. Si manifesta una profonda attenzione egocentrica ai soli bisogni individuali. Si afferma un’esaltazione emotiva delle relazioni e dei legami sociali. Si assiste all’indebolimento e alla perdita di valore oggettivo di esperienze profondamente umane quali la riflessione e il silenzio; si assiste ad un eccesso nell’affermare il proprio pensiero. Si riducono progressivamente l’etica e la politica a strumenti di spettacolo. Il punto finale a cui possono condurre questi rischi è quello che viene chiamato cultura dell’effimero, dell’immediato, dell’apparenza, ovvero una società incapace di memoria e di futuro. In un simile contesto, è chiesta ai cristiani l’audacia di frequentare questi “nuovi aeropaghi”, imparando a darne una valutazione evangelica, trovando gli strumenti e i metodi per rendere udibile anche in questi luoghi odierni il patrimonio educativo e di sapienza custodito dalla tradizione cristiana.