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51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo

New media e genitori. Una nuova guida in arrivo

novembre 22, 2012 − by settimanadellacomunicazione − in Evangelizzazione − No Comments

Un vero e proprio“cambiamento antropologico”.

Lo definisce così padre Antonio Spadaro, il momento storico che stiamo vivendo, parlando all’introduzione del nuovo libro di don Paolo Padrini, noto ai più per aver inventato iBreviary, applicazione che porta il breviario sull’iPhone.

Questa volta don Padrini, torna con un libro dedicato al mondo dei genitori e ai social network, dal titolo “Facebook, internet e i digital media, una guida per genitori ed educatori” (edizioni San Paolo). 

“Prima c’erano persone e cose, ora ci sono le relazioni” – prosegue Spadaro – “Facebook è un ambiente di condivisione e uno spazio di esperienza. E’ erronea la visione che vorrebbe il “reale” sinonimo di “vero” e “virtuale” sinonimo di “falso”: se i ragazzi vivono lo spazio digitale come “altro” rispetto alla vita reale – avverte padre Spadaro – rischiano l’alienazione, mentre dovremmo saper spiegare loro che la connessione è, semplicemente, una dimensione della vita”.

Un libro perfettamente in linea con il tema della 47esima Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, che recita “Reti Sociali: porte di verità e di fede, nuovi spazi di evangelizzazione”.

Tematica, quella legata all’evangelizzazione e ai new media e alle nuove relazioni che ne nascono, sempre più attuale. “Siamo in un’epoca in cui la socializzazione virtuale ha un peso notevole” – afferma lo psicoterapeuta Tonino Cantelmi – “e certamente i rischi di questa nuova modalità di relazionarsi sono vari: un rischio è che il “vedere” potrebbe essere pensato come sinonimo di “conoscere”, un altro è quello di abolire la rielaborazione delle esperienze, subito “postate” sui social network, spesso senza metabolizzazione. Rischi reali che però – rivolgendosi ai “nativi digitali” – gli educatori non possono aggirare ma solo affrontare”.

E proprio gli educatori ricoprono un peso notevole, e come spiega don Padrini, questo libro nasce con un obbiettivo particolare “dall’esperienza molto concreta che ho fatto come sacerdote e come educatore, che è quella di trovarmi di fronte alle domande di genitori e insegnati preoccupati dell’uso che i ragazzi avrebbero potuto fare di face book”.

“E’ certo” – conclude il sacerdote – “che io non posso non “abitare” lo spazio in cui mio figlio condivide la sua intimità. Quindi devo imparare a gestirlo e, nella dimensione dell’accompagnamento, provare a potenziarne gli elementi educativi”.