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51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo

Il rischio di illudersi

dicembre 02, 2012 − by settimanadellacomunicazione − in Comunicazione − No Comments

Redattore sociale: non solo connettersi ma studiare, andare, vedere, raccontare

“Labirinto senza fili. Come uscire dall’illusione di essere sempre connessi” è il tema scelto per il 19° seminario di formazione per giornalisti su temi del disagio e della marginalità, promosso dall’agenzia Redattore sociale che si è svolto presso la comunità di Capodarco di Fermo dal 30 novembre al 2 dicembre. Tre giorni di approfondimenti e workshop sull’influenza della rete nelle nostre vite ma soprattutto nel giornalismo e nel racconto della realtà. La rete, con blog, social network, connessione wireless, è una “formidabile opportunità in più” per chi lavora nella comunicazione, “purché – avvertono gli organizzatori – non ci si illuda che possa sostituire le azioni basilari del giornalismo: studiare, andare, vedere, raccontare”.

I valori etici della professione. “Fate questo lavoro con dignità e sempre nel rispetto della persona, anche di quelle che non rispettano le regole: è questo onorare il diritto della persona che vi distingue nella vostra professione”. Così Enzo Iacopino, presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, aprendo i lavori si è rivolto ai partecipanti al seminario, giornalisti e operatori della comunicazione in ambito sociale, ricordando il loro dovere nel “dare un’informazione etica, veritiera, libera e rispettosa”: “Con la forza dei valori che vi contraddistingue potete cambiare un’informazione che sempre più spesso si piega alle logiche di mercato”, ha detto Iacopino agli intervenuti, proponendo loro di “fare un salto”, nel considerare la libertà di stampa “non come diritto, ma come dovere di un’informazione fondata su valori etici”.

Informazione, non merce. Del “ruolo sociale” del giornalismo ha parlato anche Uliano Lucas, fotogiornalista impegnato nei temi della disuguaglianza, della discriminazione, del volontariato. A proposito dell’incremento dei giornalisti free lance e dell’informazione personalizzata offerta da blog e social network, Lucas ha ribadito il ruolo del giornalista, quello di “produrre informazione, non merce”, e quindi la necessità di “raccontare la realtà prima di tutto, anche attraverso nuove forme di comunicazione”, senza però “perdere di vista il ruolo sociale dell’informare”, cioè “osservare mettendosi allo stesso piano della realtà”.

Luogo democratico. Come la nostra mente si sta adattando al nuovo linguaggio, e come il nuovo linguaggio sta modificando il nostro modo di pensare? Ne ha parlato Marino Niola, giornalista e antropologo, che nel suo libro “Miti d’oggi” (Bompiani edizioni) spiega come la società attuale “vive nel mito della leggerezza, della necessità di svuotarsi”. “Viviamo in un presente remoto – ha detto Niola – in cui chiediamo a internet responsi come alla sibilla, risposte che vanno cercate, codificate, ricostruite”. Lo studioso ha sottolineato la nuova fisionomia di “luogo” offerta dalla rete, perché “da luoghi definiti da uno spazio fisico, delimitati da confini reali nei quali si accede per nascita – ha spiegato – si è passati a luoghi immateriali senza confini, cui si accede per scelta”: “è una scintilla di democrazia – ha osservato Niola – una forma che non può essere negata a nessuno ma su la quale bisogna vigilare affinché non ceda a strumentalizzazioni”.

Tratto dal Sir dello 01/12/2012