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Dio resta una grande lettura

dicembre 03, 2012 − by settimanadellacomunicazione − in Comunicazione − No Comments

Boom dell’editoria sacra. Anche questa settimana (fonte Tuttolibri) a guidare la classifica di vendite è “L’infanzia di Gesù” Benedetto XVI e al secondo posto della saggistica c’è un testo di argomento religioso come “Cristianesimo” del filosofo laico Umberto Galimberti. Prosegue dunque la stagione d’oro dei libri sulla fede (Carlo Maria Martini, Vito Mancuso, Gabriele Amorth) e, a conferma del crescente interesse per il tema, è in svolgimento dal 20 novembre il concorso di “A Sua Immagine:Il mio libro della fede”.

L’iniziativa è stata lanciata, in occasione dell’anno della fede dal programma condotto da Rosario Carello e Francesca Fialdini in onda su Rai1 il sabato e la domenica. Gli spettatori possono votare (www.asuaimmagine.rai.it), spiegandone anche il motivo, il libro preferito da una lista di 40 capolavori, classici del pensiero spirituale, scelti dal teologo e vice direttore editoriale della San Paolo Libri, Elio Guerriero. Di settimana in settimana, il programma segue l’evoluzione della classifica che si articola nel corso dell’anno: quali sono stati i libri più votati e perché. Inoltre ogni settimana viene proposta una “sfida” tra due volumi: quello che avrà ottenuto più preferenze va avanti, mentre il meno scelto viene “riposto” in libreria in attesa, al termine del concorso, di un possibile ripescaggio.

Allo scadere dell’anno della fede, si conoscerà l’opera più letta. Inoltre, ogni domenica le telecamere del programma vanno a casa di un personaggio dello spettacolo, dello sport, della cultura, che esprime il proprio voto su uno dei libri in gara. Ogni mese, poi, viene scelto il commento più bello tra quelli pervenuti e il telespettatore viene invitato in trasmissione. Le ragioni dell’attenzione per la fede in libreria affondano le radici nell’ultimo decennio.

Lo dimostrano i dati Istat riportati dall’Osservatorio dell’editoria religiosa italiana, promosso dall’Uelci (Unione editori e librai cattolici italiani) in collaborazione con il Cec (Consorzio per l’editoria cattolica) e l’Aie (Associazione italia editori). Dal 2000 al 2007 la crescita del numero dei lettori di libri religiosi (almeno un testo l’anno) in Italia è stata del 2% annuo, ma dal 2007 al 2010 la percentuale è cresciuta fino al 6%. Il dato finale è che nel decennio 2000/2010 i lettori di un libro religioso sono cresciuti di 900.000 persone. È la fascia di età fra i 18 e 54 anni che registra una maggiore crescita. È un’età interessante dal punto di vista delle relazioni e delle responsabilità sociali, familiari, di lavoro e politiche. Si tratta, in sostanza, di persone che esercitano nel proprio ambito di azione anche un ruolo di decision maker.

Queste responsabilità non privano del tempo necessario alla lettura di un libro religioso, probabilmente perchè proprio al libro religioso si chiede un aiuto riflessivo per le proprie scelte di vita e di responsabilità sociale. Degli editori religiosi si è analizzata l’intera produzione di novità e ristampe del 2010 e 2009, mentre per i laici, per gli stessi anni, solo i titoli di argomento religioso. Gli editori cattolici esaminati sono il 25% e producono nel 2010 il 79% dei titoli, mentre gli editori laici sono il 72% degli editori e rappresentano il 18% della produzione.

È evidente il sovraffollamento nel segmento laico, che conferma la forte attenzione al libro religioso da parte degli editori laici negli ultimi anni. L’interesse degli editori laici (almeno dal punto di vista della produzione) si gioca fra una domanda su Dio e una generica ricerca di spiritualità. In questa ricerca tuttavia il cristianesimo non è la prima religione che si incontra, superato dalle religioni orientali e antiche: un approccio piuttosto generico e arcaico. Diverso per l’area divulgativa dove l’interesse degli editori laici va verso quegli autori cattolici che dispongono di uno standing capace di garantire una maggiore penetrazione nel mercato.

Nel quadro generale della produzione dei contenuti l’editoria laica vale comunque il 18%, una percentuale tutt’altro che trascurabile in un settore dove l’impronta confessionale è più rilevante.Se gli editori laici sono ormai entrati a pieno diritto nel mondo editoriale religioso, anche gli editori cattolici si stanno impegnando per conquistare una visibilità nelle librerie laiche. L’indice di presenza degli editori cattolici nelle librerie di varia sia del 26% per l’area riflessiva.

Decisamente più basso il dato dell’area divulgativa (8,5%) dove, probabilmente, prevale la capacità commerciale di penetrazione degli editori laici anche quando pubblicano i testi di autori cattolici, capacità di dare visibilità mediatica agli autori e di occupare gli spazi nelle librerie laiche, indipendenti e di catena. L’indice totale di presenza degli editori religiosi nelle librerie laiche dell’area religiosa risulta del 14,7%, un dato tutt’altro che trascurabile. Decisamente meglio nell’area di varia, con punte oltre il 50% nella narrativa e ragazzi varia. Se oggi quindi si può parlare di boom dei testi d’argomento religioso è perché nell’ultimo decennio l’editoria cattolica non si è lasciata sopraffare dal mercato, ma ha accettato la sfida dell’editoria laica, mostrando la decisa volontà di essere protagonisti.

Giacomo Galeazzi
Tratto da Vaticaninsider del 2/12/2012