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Smartphone ovunque per la generazione Y. Una generazione sempre connessa!

febbraio 21, 2013 − by settimanadellacomunicazione − in Reti sociali − No Comments

Il Rapporto Cisco Connected World Report 2012 analizza le abitudini dei 18-30enni cresciuti con le nuove tecnologie. Per loro essere collegati costantemente è la norma e il dispositivo mobile l’oggetto più desiderato ed indispensabile. Anche prima di fare colazione.

NON aspettano neppure il caffè. La prima sbirciatina – un tantino compulsiva – allo smartphone la danno direttamente da sotto le coperte, non ancora alzati. Se non possono connettersi al dispositivo mobile, inteso ormai come estensione corporea, si sentono persi, ansiosi. E la maggioranza non ha problemi ad ammettere di controllare notizie, sfera social e-mail in modo quasi inconsapevole; una fetta cospicua non riesce neppure a quantificare quante volte lo fa nell’arco della giornata. Ritratto di under trentenni ai tempi della connettività totale e dello smartphone ubiquo: a tratteggiarlo è il Cisco Connected World report 2012, che ha analizzato le abitudini della cosiddetta ‘Generazione Y‘ – i nati tra gli anni ’80 e il Duemila – cresciuta a pane e nuove tecnologie.

Secondo il rapporto, commissionato da Cisco e condotto da InsightExpress, il cellulare smart non è più solo un gadget, ma il dispositivo “più necessario” alla generazione tra i 18 ed i 30 anni, a tutte le latitudini, ben più del computer portatile.

90 per cento degli intervistati, campione rappresentativo della ‘Generazione Y’ a livello mondiale, ha dichiarato di controllare il proprio smartphone per guardare email, messaggini e social media spesso prima di essersi alzati dal letto. Nove su dieci accoppiano il “rito” al lavarsi i denti e al vestirsi, come parte essenziale della routine mattutina per prepararsi per la scuola o per il lavoro. Il 29 per cento controlla lo smartphone così tante volte da non sapere neppure quante volte lo fa nel corso dell’intera giornata, sottolinea il rapporto.

Smartphone come “protesi” del sé, essenziale in un’esistenza sempre connessa in cui, almeno per questa generazione, essere costantemente connessi è la norma. Due persone su cinque hanno dichiarato: “Mi sentirei ansioso, come se mancasse una parte di me se non potessi utilizzare il mio smartphone per connettermi”.

In pratica, non vogliono perdersi niente. “Accedere al proprio dispositivo mobile – dicono i realizzatori dell’indagine – per controllare gli sms, la posta elettronica e i social media è il modo in cui iniziano la loro giornata. Per questa generazione, l’informazione è in tempo reale in ogni momento”.

A livello globale, 1 su 5 utilizza lo smartphone per controllare le email, i messaggini e i social media almeno ogni 10 minuti. Ed il legame con questi dispositivi mobili è così stretto che per il 60% dei giovani l’email e gli sms vengono controllati addirittura “sub-consciamente o compulsivamente”, specialmente per le donne (l’85% del campione, contro il 63% degli uomini). Ancora, quasi come se fosse una “droga”, tanto che “il 60% di questi utenti compulsivi spera di non essere costretto ad un minor utilizzo”.

Il risultato è che il confine fra vita lavorativa e tempo dedicato a sé è sempre più labile, sfumato. La giornata non inizia senza aver dato una controllata alla posta elettronica, ma col passare delle ore la musica non cambia. Non esiste posto – in casa o al lavoro – nel quale non si utilizzi lo smartphone per una veloce occhiata. Neppure il letto si salva: tre giovani su quattro lo usano anche prima di andare a dormire; oltre un terzo lo usa in bagno; quasi la metà scrive sms ed email a tavola, anche se sta pranzando con la famiglia o con gli amici. Qualcuno, poi, ammette di trasgredire anche a discapito della propria sicurezza: un intervistato su cinque dichiara di non riuscire a rinunciare a mandare un messaggio o a dare un’occhiata neppure mentre sta guidando.

Tratto dalla Repubblica.it del 18/02/2013