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WhatsApp. Il Garante vuole vederci chiaro

marzo 01, 2013 − by settimanadellacomunicazione − in News − No Comments

Cosa accade ai dati degli utenti italiani? Vuole vederci chiaro il Garante italiano per la protezione dei dati personali a proposito di WhatsApp, il servizio di messaggistica per smartphone che ha soppiantato o quasi i tradizionali sms (oltre 18 miliardi di messaggi scambiati). Anche in Italia l’applicazione ha un notevole successo. È disponibile per jOS, BlackBerry, OS, Android, Nokia, Windows Phone e Symbian. WhatsApp consente di scambiare messaggi di testo con i contatti della propria rubrica. Si possono anche effettuare chat di gruppo e spedire audio, video e immagini tramite connessione Internet.

Il Garante ha scritto all’azienda californiana responsabile del servizio WhatsApp per conoscere quali tipi di dati personali vengono raccolti e usati al momento dell’iscrizione  e durante l’erogazione del servizio;  per quanto tempo vengono conservati i dati degli utenti e il numero degli account riferibili a quelli italiani;  come vengono conservati e protetti i dati;  le misure adottate per limitare il rischio di accesso da parte di soggetti malintenzionati, diversi dagli interessati (con riferimento particolare agli attacchi tipo “man in the middle“, condotti per acquisire illecitamente il contenuto dei messaggi scambiati tramite l’applicazione). In seguito alle risposte ricevute, il Garante potrà rassicurare gli utenti italiani della piena regolarità del servizio con le normative vigenti.