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51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo

Dall’informazione al crowdfunding, una panoramica sul mondo web insieme alla giornalista Elisa Storace

maggio 06, 2013 − by settimanadellacomunicazione − in Comunicazione − No Comments

Elisa Storace, giornalista freelance, da anni nel campo della comunicazione sociale, dottoranda alla Lumsa. Ci puoi parlare della tua tesi, Web reputation e crowdfunding, spiegandoci il perché di questa tematica?

“L’idea del mio lavoro nasce da due riflessioni piuttosto banali. La prima: che la reputazione è da sempre una risorsa immateriale determinante nel successo di qualsiasi impresa economica, ma che oggi conta di più. Per semplificare: in passato se un negozio non godeva di buona reputazione il passaparola negativo dei clienti, pian piano ma inesorabilmente, finiva per decretare le sorti; oggi questo “meccanismo reputazionale” è amplificato: il nostro negozio ha quasi certamente un sito internet e magari anche una pagina facebook, e comunque le persone possono parlare dei prodotti/servizi che offre anche online, sui forum e nelle chat, con un’audience molto maggiore di quanto sia mai accaduto prima d’ora. Il risultato? Che la reputazione è diventata una variabile economica fondamentale. La seconda riflessione riguarda l’accesso al credito. Chi ha provato di recente a chiedere un prestito in banca sa che si tratta di un’impresa titanica: gli istituti di credito – nonostante il nome – fanno credito solo a chi ha già una discreta disponibilità finanziaria, negandolo di fatto a tutti gli altri, “reputati” cattivi pagatori. Da queste due riflessioni, entrambe in qualche modo legate al concetto di reputazione, è nata la mia ricerca: se la rete ha dato forza all’opinione dei singoli non potrebbe modificare in qualche modo anche il “mercato della reputazione creditizia”? Non potendo ovviamente occuparmi di un ambito così vasto, il meccanismo che ho scelto di indagare è quello del crowdfunding, ovvero, letteralmente, del “finanziamento dalla folla”, cioè di quel processo di finanziamento collettivo tramite cui più persone contribuiscono, con somme di denaro di varia entità, a un progetto o a un’iniziativa in cui credono e di cui si fanno sostenitori. Un metodo di raccolta di denaro basato sulla reputazione, possibile solo grazie al web“.

Il crowdfunding socialmente crea una partecipazione attiva e una nuova forma di partecipazione. Un paradosso per un mondo, come quello del web, dove le persone a volte non si conoscono nemmeno di persona, non credi?

“In effetti questo forse è l’aspetto più interessante della questione. Se, ad esempio, vi capitaste di visitare un sito come www.produzionidalbasso.com, potrebbe venirvi voglia di finanziare Marco, che vi propone di aiutarlo a migliorare (con 10 euro di quota minima) il suo blog http://ammappalitalia.blogspot.it/, in cui ognuno può condividere le strade percorribili a piedi che conosce nella sua zona; idea che, come leggiamo nella sua presentazione del progetto, “nasce dalla scommessa che tutta l’Italia sia percorribile a piedi, senza macchina, senza nemmeno prende un treno o un autobus”. È molto probabile che con Marco non v’incontrerete mai, ma che vi convinciate lo stesso a “scommettere” quei 10 euro. E sul web questo basta: perché 10 euro moltiplicati per 100 persone fanno già metà della somma chiesta da Marco! In positivo, è lo stesso principio di una truffa miliardaria di qualche anno or sono: il furfante allora aveva capito che rubando per vie informatiche un solo centesimo da milioni di conti correnti il bottino sarebbe stato una cifra di tutto rispetto… un principio che, se volto al “bene”, consente, anche a chi non avrebbe sufficienti garanzie bancarie di realizzare progetti utili o creativi, proprio grazie alla “partecipazione della folla””.

Nella tua carriera hai spaziato per molti ruoli nel mondo della comunicazione. Oggi scrivi tanto per il web, come ti trovi? Cosa ne pensi dell’informazione attraverso internet?

“Sarò sintetica e semplificherò molto: ne penso tutto il bene possibile. In sé internet è solo uno strumento – e quindi né buono né cattivo -, però le potenzialità che ha in sé mi sembrano straordinarie: mai prima d’ora il pubblico ha avuto la possibilità di confrontare un numero di fonti di informazione così ampio in tempo reale. E questo, almeno in generale, mi pare un bene. Dall’altro lato invece posso dirti che, da quando scrivo per il web, se non le ho avute direttamente nel corso di un’intervista (ma anche in quel caso) verifico fonti, citazioni e dati con molta più attenzione: un quotidiano cartaceo la sera si butta, mentre sul web un errore o un’incongruenza rimangono e sono molto più facili da verificare… e anche questo mi pare una cosa buona”.

Siamo appena entrati nella Settimana della Comunicazione 2013, che sfocerà nella 47esima GMCS. Cosa ne pensi delle reti sociali per la trasmissione della fede?

“Il sottotitolo della mia tesi di dottorato è: Una piattaforma di fundraising per il Progetto Policoro. Un progetto, quello cui fa riferimento, ideato – con meraviglioso sguardo profetico – diciotto anni fa da Chiesa Cattolica Italiana, per favorire l’imprenditoria giovanile e la formazione umana e professionale delle nuove generazioni, soprattutto delle regioni del Sud ma non solo. Un progetto con un impianto ecclesiale fortissimo che ha già dato molti frutti, ma che io non conoscevo e che mi ha incuriosito appena ne ho sentito parlare. Così ho pensato: e se, in questo periodo di crisi, si potesse mettere in campo anche il crowdfunding per finanziare Policoro? La fede è un argomento grande e io non mi sento all’altezza di parlarne, ma, se la fede può essere comunicata anche attraverso le opere, forse anche le reti sociali possono essere d’aiuto”!

di Francesca Baldini