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51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
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Reti sociali, la notizia è nella relazione

maggio 20, 2013 − by settimanadellacomunicazione − in Reti sociali − No Comments

Tratto da romasette.it del 10 maggio 2013

«La rete digitale non esiste. La rete è la vita stessa, è un tessuto connettivo delle esperienze umane». Padre Antonio Spadaro, gesuita, direttore de “La Civiltà Cattolica”, ha smontato così la classica dicotomia che vede contrapposti, come mondi inconciliabili, il reale e il virtuale. L’occasione è stata l’incontro diocesano in preparazione alla XLVII Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, tenutosi giovedì 9 maggio, nella parrocchia di San Gregorio VII. All’evento, organizzato dall’Ufficio comunicazioni sociali del Vicariato, dall’Università Lateranense e dall’associazione Comunicazione e Cultura Paoline onlus, hanno partecipato, tra gli altri, Gianni Riotta, editorialista de “La Stampa”, già direttore del Tg1 e docente alla Princeton University e Pier Cesare Rivoltella, docente dell’Università Cattolica di Milano.

«Reti Sociali: ponte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione». A dettare il tema dell’incontro, che poi è quello che caratterizzerà la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali il 12 maggio, è stato il messaggio di Benedetto XVI del 24 gennaio scorso. «Le reti sociali digitali – scriveva Joseph Ratzinger – stanno contribuendo a far emergere una nuova “agorà”, una piazza pubblica e aperta in cui le persone condividono idee, informazioni, opinioni, e dove, possono prendere vita nuove relazioni e forme di comunità». In questo contesto generale, il mondo cattolico e, nella fattispecie, quello dei consacrati, sembra in linea con lo spirito dei tempi. Come dimostrano, infatti, i risultati della ricerca “Churchbook”, presentati da Pier Cesare Rivoltella e da Rita Marchetti dell’Università di Perugia, la presenza di religiosi su Facebook è sempre più in crescita. Il trend non accennerà a diminuire nel futuro considerando che sono i seminaristi, per un evidente vantaggio anagrafico, a segnare un 59,7% di presenze tra il totale dei religiosi con un account sul social network di Zuckerberg.

Ma se i dati quantitativi sembrano fotografare una presenza sempre più massiccia di nuovi utenti, quelli qualitativi ci descrivono un uso eterogeneo del mezzo. In esso, «appare evidente il superamento, alle volta anche forzato – ha affermato Rivoltella -, del dualismo pubblico/privato. Nel messaggio di Benedetto XVI colgo anche una profonda preoccupazione sulle frontiere etiche dei social network. Queste frontiere si costruiscono solo attraverso l’educazione dell’utente alla conoscenza del mezzo».

Gianni Riotta è attivissimo in rete. Sono quasi 130 mila i suoi “seguaci” su Twitter: «Il web oggi è pieno di amici e pensatori – ha detto l’ex direttore del Tg1 in videoconferenza dagli Usa – persuasi che tutto ciò che accade nel mondo digitale sia buono a prescindere. Altri, più critici, convinti che sia un inferno che ci porta alla perdizione». È l’eterno scontro tra apocalittici e integrati ben descritto da Umberto Eco nel 1964 e che, ancora oggi, nell’era del cyberspazio, non smette di far discutere. «Ho militato in entrambi i campi – ha confessato dopo Riotta -. Poi lessi, in un’intervista, il cardinale Carlo Maria Martini parlare del web come “campo di osservazione” e decisi di ribaltare questa prospettiva dalla tecnologia all’uomo; usare cioè la rete come finestra dalla quale studiare il mondo».

Il senso delle reti sociali è oggi è «creare conversazione – ha puntualizzato padre Spadaro, che ha ricevuto nel corso della serata l’ottavo premio “Paoline Comunicazione e Cultura” -. La stessa cosa vale per l’informazione. L’elemento della relazione sta diventando la parte integrante della notizia e il valore di essa si ricerca nella capacità di creare relazione». Ed è proprio questa capacità, che è intrinseca del Vangelo, che deve essere sfruttata da chi oggi vuole evangelizzare attraverso la rete: «Se la buona Notizia non è fatta conoscere anche nell’ambiente digitale potrebbe essere assente nella vita di molti» ha concluso Antonio Spadaro, citando Benedetto XVI.

di Christian Giorgio