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Il web ci rende liberi?

maggio 23, 2013 − by settimanadellacomunicazione − in News − No Comments

Comunicare e vedere immagini da tutte le parti del mondo, avere informazioni da luoghi lontanissimi e persone mai viste né conosciute ci rende effettivamente più liberi? Oppure la “traccia” che permane della nostra vita online ci rende succubi di un nuovo sistema? Sono queste alcune delle domande cui tenta di dare risposta il libro di Gianni Riotta, Il web ci rende liberi? (Passaggi Einaudi, pagg. 160 – Euro 18,00), un dotto e originale saggio in cui l’autore fa un’analisi della rivoluzione di Internet, citando numerosi esperti e filosofi.

Il giornalista e scrittore sostiene che sul web le informazioni arrivano in quantità enorme, incontrollate e inarrestabili. Come districarsi da questa massa di notizie? La posizione di Riotta, su questo punto, è chiara. Il giornalista riporta, infatti, quanto afferma il fondatore di Twitter, Biz Stone: «Online i contenuti di informazione sono prodotti dall’1% degli utenti, distribuiti dal 9% e consumati dal 90%».

Quanto poi, all’importanza dei social network nel crollo dei regimi dittatoriali nordafricani, la tesi di Riotta è: «I social media, Facebook, Twitter, YouTube, generano i contenuti, che poi la rete Tv Al Jazeera mostra, inquadra nel contesto delle notizie e rilancia nel mondo». Quindi, il web ottiene risonanza grazie alla Tv.

Su questa inevitabile sinergia Tv-web viene citato il caso del MoVimento 5 Stelle e di Beppe Grillo: «Online Grillo sta reinvestendo il patrimonio di fama ottenuta in Tv – scrive Riotta – e lo alimenta con trovate brillanti come la nuotata attraverso lo stretto di Messina, rilanciata da YouTube.

Finché sarà Grillo al timone del Movimento 5 Stelle andare in Tv può anche non servire, ma se Grillo lasciasse la guida del movimento, andare in Tv diventerebbe una necessità per i nuovi dirigenti.