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Adolescenti e social network: cosa condividono i nostri figli?

maggio 25, 2013 − by settimanadellacomunicazione − in Reti sociali − No Comments

Come si comportano gli adolescenti sui social network? Lo rivela uno studio del Pew Research Center, celebre think tank di Washington. Il lavoro riguarda la privacy e la gestione dei propri profili da parte dei teenager (il campione è di 802 famiglie con ragazzi dai 12 ai 17 anni, escludendo dalla zona di interesse i maggiorenni).

Su Facebook al 60% gli adolescenti mantengono il proprio profilo privato e si sentono padroni delle impostazioni riguardanti la privacy, mentre al 14% lo lasciano interamente pubblico.

È interessante il dato di chi ha inserito il numero di cellulare tra le informazioni condivise: chi ha meno di 150 amici lo condivide nell’8% dei casi, chi ne ha oltre 600 lo fa nel 32% dei casi. Più aumentano i contatti, più aumentano le informazioni condivise, di ogni tipo. Dalla foto, al video, al proprio indirizzo. Attraverso FourSquare e altre applicazioni, anche la propria posizione in tempo reale

Ma chi sono gli «amici» nell’agendina Facebook dei giovani americani? Compagni di scuola, al 98%. E membri della famiglia allargata (cugini, zii, eccetera) al 91%. Altri amici di scuole diverse (89%), genitori o fratelli (70 e 76%), le celebrità e gli allenatori e/o insegnanti (30%). Ma spunta anche una voce inquietante: altri contatti mai visti di persona (33%). Che possono essere coetanei o meno.

Ricordiamo, infatti, che Google non chiede il codice fiscale al momento dell’iscrizione, ma solo la data di nascita perché «ha predisposto speciali misure di salvaguardia (ad esempio ponendo delle limitazioni sulla possibilità di condivisione e connessione con i minorenni da parte degli adulti), pur riconoscendo che questo possa limitare l’esperienza degli utenti minorenni su Facebook». Al di là dello schermo, però, è sempre possibile mentire sull’età.

Dallo studio emerge anche un forte incremento di giovani cinguettanti. Se il 94% dei giovani utenti dei social media è su Facebook, nel 2011 il 12% aveva anche un profilo Twitter. Nel 2012 gli account sono più che raddoppiati: 26%. Tra le ragioni spiegate ai ricercatori c’è proprio l’eccessiva mania di condivisione su Facebook, dove si finisce sommersi da informazioni inutili come la foto del pranzo.

di Maria Strada

Fonte i blog del CorrieredellaSera.it