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Comunicare le Scritture

giugno 03, 2013 − by settimanadellacomunicazione − in Evangelizzazione − No Comments

Dal 31 maggio al 9 giugno Vicenza s’interroga su fede e libertà nell’unica manifestazione che ha scelto di leggere la Bibbia in modo nuovo in città.

La nona edizione del Festival biblico scommette ancora una volta sulle Sacre Scritture quale libro di fede e di vita, grande codice culturale dell’Occidente e proposta di umanità piena per ciascuno e per tutti. A partire da esse intende offrire la possibilità di pensare attorno a questioni essenziali per il cammino dell’uomo e delle nostre società. Come ogni anno il Festival ha scelto un tema guida che aiuti a leggere la Bibbia seguendo il filo rosso di un messaggio forte e d’attualità, in grado di comunicare la potenza di un Libro ancora vivo. Il tema è: “‘Se conoscessi il dono di Dio (Gv 4,10a)’. Fede e libertà secondo le Scritture”, in sintonia con l’Anno della fede e con le celebrazioni per i 1700 anni dall’editto di Costantino.

I (liberi) percorsi del Festival Dal 31 maggio al 9 giugno il Festival biblico propone 10 giorni di eventi con oltre 100 protagonisti e 150 incontri. Sono più di 14 le città coinvolte, appartenenti a 3 diocesi: Vicenza, Verona e, da quest’anno, anche Padova. I percorsi, secondo l’esperienza ormai consolidata, prendono forma in differenti linguaggi e modalità comunicative: lezioni e conferenze; dibattiti e confronti; testimonianze; preghiera e meditazione; arte, musica, teatro; animazioni per bambini e famiglie; coinvolgimento delle scuole e delle parrocchie. 1 Il percorso che più incarna la proposta spirituale del Festival è “Liberi di credere”. Al suo interno propone una serie di appuntamenti che indagano il rapporto fede-libertà nelle Sacre Scritture secondo due filoni. Il primo mette in luce i dinamismi del credere e anche del non credere attraverso la ricognizione e la riscoperta di alcune figure della fede presenti nella Bibbia: dai profeti a san Paolo, dal Cantico dei cantici a Bonhoeffer. Il secondo filone pone invece l’accento su alcuni dei principali contenuti della fede biblica con iniziative di ventate ormai parte strutturale del Festival: il minicorso sulla Bibbia, organizzato quest’anno a tre voci, espressioni di tre diverse confessioni cristiane; gli aperitivi biblici accompagnati dalle riflessioni dalla biblista valdese Lidia Maggi e un percorso di meditazione in tre tappe guidato dal monaco Michaeldavide Semeraro. 2 Al suo fianco ritorna il percorso segnato dall’Ufficio pellegrinaggi della diocesi di Vicenza che, ampliato e moltiplicato, propone per il secondo anno di seguito l’iniziativa “Linfa dell’ulivo”, parte della quale è programma integrante del Festival biblico sotto il percorso “Liberi di conoscere”. Dal 6 all’8 giugno si alterneranno a Vicenza le voci dei massimi esperti in campo di esegesi, storia biblica, archeologia, per fare il punto sulle questioni più dibattute. Professori del calibro di Massimo Pazzini, Frédéric Manns, Dan Bahat si confronteranno su temi come fede e libertà nella scelta del battesimo, toccando anche la questione della “fede di Gesù”, mentre Rainer Riesner anticiperà le sue rivoluzionarie scoperte sui rotoli del Mar Morto. 3 La cultura, l’attualità e l’attenzione al mondo sociale sono contenuti nella terza proposta di percorso, “Liberi di pensare”, che mette a tema l’affidarsi e il credere come atto profondamente umano e, perciò, ragionevole. Con protagonisti provenienti dal mondo “secolare” e laico, gli eventi racchiusi in questo percorso toccano la fede, la libertà e il loro intreccio nella quotidianità dell’esistenza umana. Sociologi e magistrati, scrittori e filosofi, giornalisti ed economisti s’interrogano sul contributo che la fede confessata e vissuta ha dato e potrà dare al cammino della città dell’uomo. Più di una dozzina di incontri per analizzare il rapporto tra fede, libertà e comunicazione; fede, libertà ed economia; fede, libertà e tecnica. Tra gli ospiti: Michela Marzano, Claire Ly, Costanza Miriano, Yahya Pallavicini e Fabio Folgheraiter. 4 A completare il tutto anche la nutrita proposta artistica del percorso “Liberi di partecipare”: selezionati momenti d’incontro con arte, musica, cinema e teatro. Il fascino mediatico di Philippe D’Averio e Timothy Verdon si affianca alla conoscenza appassionata di Roberto Filippetti. L’ironia amara del teatro di Natalino Balasso si alterna allo sguardo indagatore della reporter Monica Bulaj. Le voci delicate del Coro Verdi Note dell’Antoniano si mescolano alla maturità compositiva di Mariella Nava e Michele Casella. Per finire, l’appuntamento più atteso, quello di piazza, per assaporare assieme fede e libertà nel concerto pubblico e gratuito di Edoardo Bennato.

Liberi di… digitare! Da quest’anno il Festival biblico si apre ancora di più al mondo 2.0 e ai media in generale. A partire da febbraio è iniziato un progetto radiofonico di avvicinamento al Festival con tre diverse testate (BluRadio Veneto, Radio Oreb e Radio Padova) che si sono alternate ogni due giorni a presentare la manifestazione – ciascuna con le proprie peculiarità editoriali – con interviste, musica, spot e trasmissioni ad hoc. Inoltre, dopo due anni di sperimentazione, la presenza “biblica” in tutte le piattaforme digitali e sociali si è fatta più puntuale con un vero e proprio staff che ora segue il sito (www.festivalbiblico.it), Facebook, Twitter e YouTube, attraverso i quali l’interazione è garantita in qualsiasi momento. Totalmente on-line, infine, è l’iniziativa dedicata ai giovani, il contest musicale Una canzone in cui credere con omonima piattaforma digitale incorporata. Il progetto punta a trovare nuovi talenti, ma anche a dimostrare la capacità di raccontare una storia, dar voce ai propri ideali, esprimere i sentimenti più profondi. In una parola: generare un messaggio che raggiunga “l’altro”. Usando una doppia rete, da un lato il Festival, dall’altro il Web.

di Giulia Salmaso