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Occhio ai ritardi sulla privacy. Parola del Garante

giugno 12, 2013 − by settimanadellacomunicazione − in News − No Comments
Il recente scandalo “Prism”, che sta scuotendo gli Stati Uniti, viene valutato anche dal presidente del Garante della privacy Antonello Soro, che, nella sua relazione annuale alla Camera dei Deputati per il bilancio di un anno di attività,  ricorda come non sia stata ancora data completa attuazione al Codice della privacy.
Lo scandalo “Prism” in Italia non sarebbe potuto accadere. La raccolta di dati dai movimenti online degli utenti, infatti, nel nostro Paese è considerato un reato. “Una raccolta di tale portata, indiscriminata e generalizzata, al di fuori di qualunque indizio di reato, non sarebbe lecita. Ove mai accadesse, sarebbe contraria ai principi della nostra legislazione e rappresenterebbe una violazione gravissima. Vicende come questa degli Usa – ha spiegato  Soro – possono servire a spiegare perché è indispensabile e urgente dare completa attuazione al nostro Codice della privacy (il decreto legislativo 196 del 2003) in materia di banche dati costituite per finalità di sicurezza. Un intervento che il Garante ha sollecitato più volte”.
Un anno fa il Garante della privacy aveva anche pubblicato un volumetto informativo sui rischi del “cloud computing”, quel sistema che permette di memorizzare “online” informazioni e dati riservati per poterli poi utilizzare in qualsiasi momento.