Paoline Chi siamo logo_sp Sostenitori
51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo

Il social network ostaggio del bullismo

agosto 12, 2013 − by settimanadellacomunicazione − in Reti sociali − No Comments

Da l’Internazionale.it dell’8 agosto 2013 

Ask.fm è un social network basato su domande e risposte, che ha più di sessanta milioni di utenti. Di questi, 13,2 milioni lo visitano tutti i giorni. È uno dei siti che sta crescendo più velocemente in tutto il web, e è frequentato soprattutto da ragazzi sotto i 18 anni.

Questo successo però ha un lato oscuro, scrive Atlantic Wire. Nei mesi scorsi il sito è diventato uno degli epicentri del bullismo digitale. L’ultimo caso è quello di Hannah Smith, una ragazzina inglese di 14 anni di Lutterworth, nel Leicestershire, che il 2 agosto si è impiccata dopo aver ricevuto insulti e minacce su Ask.

Per questo in rete sono comparse diverse petizioni, che hanno già raccolto migliaia di firme, per chiedere agli amministratori di rendere il sito più sicuro. O addirittura per convincerli a chiuderlo.

Anche Twitter ultimamente ha avuto problemi simili, dopo che diverse donne hanno denunciato di aver ricevuto delle minacce di stupro, e l’azienda ha deciso di introdurre un pulsante “segnala abuso”, con cui poter mettere in evidenza i tweet violenti.

Cos’è Ask. Ask.fm è stato fondato a Riga, in Lettonia, nel giugno del 2010. Il sito funziona come Formsrping, un social network statunitense al quale da subito ha cercato di fare concorrenza.

Ask.fm permette a ogni utente di fare una domanda, anche in forma anonima, e di ricevere risposte dagli altri frequentatori del sito. Le domande possono essere sia scritte sia in video e possono essere dirette a una persona in particolare o a tutta la community.

Il problema è che spesso queste domande ricevono in risposta insulti, minacce e istigazioni al suicidio. Le stesse che ha ricevuto Hannah Smith prima di impiccarsi.

Casi in aumento. Secondo i giornali, da settembre a oggi, quello di Hannah Smith è il quinto caso di suicidio di un adolescente legato ad Ask.fm. E almeno un episodio simile si è registrato negli Stati Uniti. Il sito sta guadagnando 300mila nuovi utenti al giorno, ed è disponibile in 150 paesi. Purtroppo, il bullismo che sta dilagando sulle sue pagine sembra inarrestabile.

Cosa sta facendo Ask.fm per risolvere la situazione? Servirebbe una maggiore moderazione dei contenuti. Il sito di beneficenza Beatbullying suggerisce, per esempio, un monitoraggio continuo sui dati degli utenti e l’uso di un “pulsante d’emergenza” per le situazioni più estreme. Ma qualsiasi soluzione richiede soldi, e nuovo personale. E non è detto che i due proprietari del sito, i russi Ilya e Mark Terebin, abbiano le risorse sufficienti.