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51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo

Caro diario

agosto 26, 2013 − by settimanadellacomunicazione − in Reti sociali − No Comments

C’era una volta il diario segreto, amico fedele al quale confidare ansie, paure, speranze e progetti. A molti di noi sarà capitato nella propria vita, soprattutto nell’età adolescenziale, di affidare a un foglio di carta il racconto degli eventi della giornata appena trascorsa e fatti assolutamente personali. Proprio per l’intimità delle confidenze riportate, il diario veniva segretamente custodito, al riparo da occhi indiscreti.

Oggi quel diario si chiama “blog”, non è più custodito gelosamente lontano dalla curiosità dei familiari ma è in “rete”, accessibile a tutti e, cosa rivoluzionaria, chiunque può leggere e dare il proprio contributo a un determinato contenuto. Il nostro diario online assume così vita e instaura un dialogo con noi.

Possiamo affermare quindi che il blog, insieme al resto del panorama dei moderni social network, ha avviato una vasta trasformazione culturale che sta cambiando non solo il modo di comunicare ma la comunicazione stessa. «Infatti, le nuove tecnologie digitali stanno determinando cambiamenti fondamentali nei modelli di comunicazione e nei rapporti umani» (Benedetto XVI, Messaggio per la 43a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali).

Diamo ora, in sintesi, alcune nozioni sul blog, per capire come funziona e quale può essere il suo impiego e la sua utilità nell’azione evangelizzatrice della Chiesa affidata a ciascuno di noi. Definire che cosa sia un blog è sostanzialmente complesso in quanto il termine stesso di per sé non ha alcun significato letterale.

Esso è il risultato della contrazione di 2 parole inglesi: web e log. Web significa “ragnatela” e indica la Rete, log è invece il “diario” o anche il “giornale di bordo”. Blog starebbe quindi, come accennato in precedenza, per “diario in rete”. Il fenomeno del blog prende piede in America a partire dal 1997. Il primo blog è stato infatti pubblicato il 23 dicembre di quell’anno, quando Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia, decise di raccontare e condividere sul web i risultati del proprio hobby.

I tratti strutturali comuni ai blog riguardano principalmente il fatto che si tratta di spazi virtuali gestiti in autonomia con contenuti di qualunque tipo che vengono presentati in ordine cronologico, dal più recente al più datato, e conservati in archivi sempre consultabili.

Tali archivi possono essere ordinati per settimane, mesi o per anni e, per agevolare la ricerca di contenuti pubblicati, spesso sono anche suddivisi in“categorie” dove è possibile rintracciare gli argomenti chiave dei testi.

Altra caratteristica è che spesso i sistemi di pubblicazione consentono l’inserimento all’interno dei testi materiali di vario genere: file pdf, immagini, video e file audio.

Molti blog offrono la possibilità di commentare i post, per cui l’autore può ricevere dalla rete feedback sui contenuti scritti. Qui è bene evidenziare la differenza che intercorre tra lo stile di interazione e comunicazione proprio dei blog e quello dei più noti Social Network.

I social network come Facebook (per citare uno tra i più conosciuti ed utilizzati) hanno la caratteristica dell’immediatezza dell’interazione e la possibilità di scambiare o “postare” status o notizie sulla propria bacheca. Le informazioni che è possibile inserire sono affidate a brevi frasi accompagnate spesso da link, video o immagini.

Il linguaggio è molto colloquiale e i contenuti generalmente sono attinenti al mondo dello svago o comunque dell’informazione spicciola.

Il blog si caratterizza per una maggiore strutturazione dei contenuti inseriti, per la tipologia di argomenti trattati, per un linguaggio generalmente più articolato e revisionato. Fin qui dunque le caratteristiche proprie di un blog: condivisione di esperienze, possibilità di intervenire online, modalità di comunicazione e linguaggio innovativi. Domandiamoci ora con Benedetto XVI: «Esiste uno stile cristiano di presenza anche nel mondo digitale?» (Messaggio per la 43a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, 2009), e io aggiungerei, attraverso l’utilizzo dei blog? Certamente sì e molti sono gli esempi in rete che è possibile trovare: in questi ambienti virtuali il cristiano deve continuare a essere tale e dare la propria testimonianza con coerenza, nella gestione del proprio profilo digitale e nel modo di comunicare, di scegliere, di fornire giudizi che siano profondamente in linea con il messaggio del Vangelo.

Anche se nulla potrà sostituire quanto di unico e profondo ci fa vivere l’esperienza liturgica e sacramentale nella nostra esperienza di Dio, le nuove modalità di comunicazione come i blog possono offrire un «supplemento e un sostegno unici sia nel preparare all’incontro con Cristo nella comunità, sia nel sostenere i nuovi credenti nel cammino di fede che iniziano» (Giovanni Paolo II, Messaggio per la 36a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, 2002).

Al termine di queste brevi note sulla realtà del blog, sul valore che tale forma di comunicazione assume nell’attuale contesto culturale e su quali potenzialità può avere nell’azione evangelizzatrice della Chiesa, un’ultima riflessione è da riservarsi alle reali prospettive che il blog può avere, considerato il costante incremento dei canali new media e dei social network. È possibile affermare che il blog seguirà un inevitabile trasformazione tecnologica, di software e di modalità di interazione. Tutto questo non metterà però in discussione la sostanza e gli obiettivi dello strumento: essere un diario online, un’attività di personal publishing che continuerà a narrare la realtà in maniera semplice, immediata e interattiva.

Possiamo inoltre affermare che i blog sono in grado di aiutare a ristabilire quell’equilibrio del complesso sistema mediatico, valorizzando l’integrazione tra i tradizionali broadcast media (che si limitano a trasmettere la notizia, “sic et simpliciter”) con l’insieme dei media di rete che valorizzano invece la comunicazione relazionale tra gli appartenenti a gruppi o reti di persone.

Tutti i maggiori esperti del settore sostengono infatti che, con l’introduzione dei new media interattivi, non si è posta la parola “FINE” sul ruolo e valore dei media tradizionali, ma che invece i media tradizionali (in primis giornali e TV) potranno trarre giovamento da questa sfida-confronto con i più moderni media. Per fare questo sarà necessario porre in primo piano l’incremento della qualità e credibilità dei mezzi tradizionali come fonti di trasmissione delle informazioni per assolvere al meglio quel servizio pubblico, cuore della loro missione.

In questo panorama il blog potrà porsi come luogo di incontro tra modernità che avanza e forme narrative della realtà tradizionali, dove il punto di forza è da individuare nel rapporto di fiducia tra le persone in rete rafforzato dalla condivisione delle informazioni.

E, come già affermato, l’annuncio del Vangelo non potrà prescindere dai nuovi luoghi della comunicazione (blog, social network e altri canali web 2.0) quali moderne agorà per rendere Dio sempre più vicino e presente anche al popolo degli “internauti”.