Paoline Chi siamo logo_sp Sostenitori
51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo

Il Cortile dei Giornalisti

settembre 25, 2013 − by settimanadellacomunicazione − in News − No Comments

Si è svolto oggi a Roma, al Tempio di Adriano,  il Cortile dei Gentili dedicato ai giornalisti. Al centro dell’incontro c’era il dialogo tra il card. Gianfranco Ravasi ed Eugenio Scalfari, fondatore del quotidiano La Repubblica. “Non siamo qui per convertirci a vicenda, ma abbiamo in comune la convinzione che le nostre posizioni diverse debbano essere lievito per una terra che ha bisogno di essere fertilizzata”. Così, Eugenio Scalfari, ha chiuso la sua conversazione con Ravasi, mentre l’aveva aperta ribadendo di essere ‘innamorato’ di Gesù, proprio da quando, in gioventù, scelse di abbandonare la fede. Ricorda di aver praticato, forzatamente, gli Esercizi Spirituali nella Casa del Sacro Cuore a Roma, dove trovò rifugio come renitente alla leva fascista. “Debbo molto a quei gesuiti che mi insegnarono a ragionare” – confessa – “ma sono innamorato dei francescani”.

Il “Cortile dei gentili”, guidato da Ravasi, ha ospitato anche un confronto tra i direttori e gli editorialisti delle principali testate. Sul palco c’erano, Ezio Mauro di “Repubblica”, Ferruccio de Bortoli del “Corriere della sera”, Mario Calabresi de “La Stampa”, Roberto Napoletano del “Sole 24 Ore”, Virman Cusenza del “Messaggero”, Marco Tarquinio di “Avvenire”, Giovanni Maria Vian de “L’Osservatore Romano”.

Il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura ha ripreso anche il tema del ruolo della Chiesa nella rivoluzione della comunicazione dell’era digitale, ricordando che Gesù nei Vangeli ci offre un metodo, quando utilizza il linguaggio breve dei ‘tweet’ in modo sistematico. “Se un pastore oggi non si interessa di comunicazione – aggiunge – è al di fuori del suo ministero”. Ma nell’ambiente della nuova comunicazione digitale – spiega Ravasi – il linguaggio della Chiesa deve avere una “nuova grammatica”, più diretta, abbandonando le “subordinate”.

E a fare da apripista – di questa rinnovata, efficace presenza della Chiesa nell’agorà – sembrano proprio le lettere di Papa Francesco e del Papa emerito al quotidiano La Repubblica e l’intervista di Francesco alla Civiltà Cattolica.

Misericordia e umiltà – viene sottolineato dai direttori – sono le cifre di un linguaggio che conquista credenti e non credenti. Respingere il sensazionalismo, ridare centralità alla persona, favorire il dialogo e non lo scontro, onestà nei confronti dei lettori e della redazione, sembrano le regole d’oro per i direttori della carta stampata. “Il nostro compito come ‘cercatori di verità’ – ricorda Mauro, direttore de La Repubblica – è stare nel cortile, nelle piazze, tenendoci distanti dal potere”. Senza tralasciare un tema caro a Benedetto XVI, ricordato dal direttore del Sole 24ore, Napoletano, la “ragione allarga il suo orizzonte con la fede”.