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Bimbi digitali, soli e iperconnessi

dicembre 04, 2013 − by settimanadellacomunicazione − in Reti sociali − No Comments

Genitori poco consapevoli di rischi come sexting e cyberbullismo

Cosa fanno i giovanissimi quando navigano su internet? E mamme e papà sono realmente consapevoli dei rischi che possono correre i loro ragazzi? Sono nativi digitali, usano internet come compagno di giochi al posto del vecchio cortile. Un mondo virtuale ricco di stimoli, ma anche di potenziali pericoli. Per un genitore è difficile trovare il giusto compromesso tra la necessità di lasciare i propri figli sperimentare le enormi potenzialità della rete e quella di tutelarli da eventuali situazioni sgradevoli.

Ipermediatici, iperconnessi, multitasking, disinteressati e anche un pò somari: sono i nativi digitali fotografati dall’indagine La Dieta Mediatica dei nostri figli” curata dal prof. Tonino Cantelmi,professore incaricato di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione – Lumsa, Roma, condotta nelle scuole elementari, medie e superiori. L’indagine analizza otto aree: televisione, computer e internet, telefonino, cinema, videogiochi, radio, riviste e quotidiani, libri.

Il 52% del campione afferma di dedicare alla Tv fino a due ore al giorno. Un minore su 5 anche fino a 5 ore; il 38% trascorre davanti al monitor da 1 a 3 ore, quasi sempre connesso ad internet. Abbandonata la Tv, o magari mentre la guardano, i ragazzi cercano svago e relax nel computer, ma solo 1 su 10 si connette per studiare e fare ricerche, tutte le altre motivazioni rimandano ad aspetti ricreativi come chattare, ascoltare musica, guardare immagini e, qualche volta, compiere attività illecite come scaricare film e musica.

Internet è sicuramente il luogo privilegiato per la vita relazionale, infatti il 24% del campione si connette soprattutto per chattare; 1 su 5 ha incontrato le persone che ha conosciuto on line e il 13% dei ragazzi tra i 14 e i 20 anni ha scambiato il proprio numero di cellulare durante una conversazione in chat. Un adolescente su 5 dichiara di aver “sempre” o “spesso” cominciato una relazione tramite Internet.

Alla domanda “sei iscritto ad un social network?” 6 su 10 rispondono di “si”, ed anche a più di uno contemporaneamente. Il 96% degli intervistati è iscritto a Facebook.

Quasi il 60% dei ragazzi non ha problema nel dichiarare di essersi divertito nel ricevere o inviare foto o video “hot” (pratica definita “sexting”, dall’inglese “sex” – sesso – e “texting” – invio di messaggi virtuali). Sconcertante è la diffusione del cyberbullismo: 6 adolescenti su 10, appartenenti alla classe d’età 14-20, almeno una volta ha utilizzato foto o video per prendere in giro qualcuno (1 su 5 dichiara di farlo spesso). Il 27% del campione afferma di inviare e ricevere più di 20 sms al giorno. Il 44% dichiara di passare meno di un’ora giocando con i videogiochi. Un minore su 5 trascorre ai videogiochi da 1 a 3 ore al giorno.

Allarme anche sul tema dei videogiochi: secondo il 57% del campione videogiocare influenza molto gli atteggiamenti del giocatore stesso. Allora è ipotizzabile che giochi particolarmente violenti possano implicare conseguenze negative per i ragazzi. 1 videogiocatore su 2 ha risposto di “Si” alla domanda “Hai mai pensato di voler essere come uno dei protagonisti dei tuoi video giochi?”. Il datopiù preoccupante è che nella classe di età 6-10 più della metà (il 56%) si identifica con il proprio avatar.

La metà dei ragazzi italiani dai 6 ai 18 anni si reca a vedere un film al cinema più di 4 volte durante l’anno. Il 40% degli intervistati sopra i 14 anni vede, “sempre” o “spesso”, film non adatti ai minori, il che fa pensare a uno scarso controllo nelle sale cinematografiche.

La ricerca mette in luce anche un aspetto che sottolinea l’emergenza educativa, infatti il 40% dei ragazzi di età superiore ai 14 anni non ha mai avuto limiti di orario da parte dei propri genitori rispetto all’utilizzo dei videogiochi. Non si rilevano importanti differenze neanche per quanto riguarda il computer o la televisione: quasi il 40% del campione è libero di navigare senza alcun limite, e 1 su 4 non ha alcun limite di orario in cui guardare la TV.

Tutto questo facilita la possibilità dei ragazzi di visionare materiale non adatto alla loro età: il 25% dei ragazzi vede spesso in televisione film non adatti ai minori, il 27% ha visitato, almeno una volta, pagine web con contenuti non idonei e il 22% ha videogiocato con giochi sconsigliati per la loro età. Un utilizzo non responsabile, e soprattutto non mediato dagli adulti, delle New Tecnology potrebbe condurre i ragazzi a condizioni psicopatologiche o a situazioni di isolamento sociale: il 21% degli intervistati ha risposto che preferisce guardare la televisione piuttosto che uscire e il 5% del campione risponde di preferire Internet piuttosto che vedersi con gli amici.

di Nicoletta Tamberlich

Fonte: Ansa.it del 04/12/2013