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28 maggio 2017
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Mons. Celli, dal Papa messaggio “profondamente francescano”

gennaio 23, 2014 − by settimanadellacomunicazione − in Cultura dell'incontro − No Comments

“Un documento profondamente ‘francescano’”, nel quale “emerge senza dubbio una profonda sintonia tra l’immagine della Chiesa” come il Papa “la sta tratteggiando e il mondo della comunicazione”. Così monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali (Pccs), ha presentato questa mattina in sala stampa vaticana il messaggio di Papa Francesco per la 48ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (1 giugno 2014). “Già il 21 settembre 2013, rivolgendo la sua Parola ai partecipanti all’Assemblea plenaria di questo Pontificio Consiglio – ha ricordato -, il Papa aveva toccato alcuni aspetti della tematica dell’incontro”, ponendo come obiettivo “sapersi inserire nel dialogo con gli uomini e le donne di oggi… per comprenderne le attese, i dubbi, le speranze”. In altri termini, ha sottolineato Celli, “ci troviamo di fronte linee significative di un’ecclesiologia che Papa Francesco sta proponendo fin dai primi giorni del suo Pontificato e che ha trovato ampia espressione nei due discorsi che il Papa ha tenuto in Brasile rivolgendosi ai vescovi brasiliani e a quelli del Celam”. Nel messaggio “emerge a tutto tondo l’immagine di una Chiesa che vuole comunicare, che vuole dialogare con l’uomo e la donna di oggi nella consapevolezza del ruolo che le è stato affidato in questo contesto”.

Ad avviso del presidente del Pontificio Consiglio “emergono vistosamente” nel messaggio “due ampie tensioni”. La prima parte “si rivolge al mondo ‘laico’ della comunicazione, vale a dire che il Papa offre delle riflessioni valide anche per coloro che non hanno fatto un’opzione religiosa nella propria vita, ma che ugualmente sono chiamati a percepire o già sentono la profonda valenza umana del mondo della comunicazione”. Così è quando il Pontefice ricorda che “comunicare bene ci aiuta a essere più vicini e a conoscerci meglio”, come pure che “i muri che ci dividono possono essere superati solamente se siamo pronti ad ascoltarci e a imparare gli uni dagli altri”. Ma vi sono pure indicazioni specifiche per i credenti. È “rivolgendosi ai discepoli del Signore – ha proseguito Celli – che il messaggio acquista particolari colorazioni e frequenze profonde”. A tal riguardo ha giudicato “altamente suggestivo il riferimento alla parabola del buon samaritano per aiutarci a capire la comunicazione in termini di prossimità”. “È in questa prospettiva – ha quindi ribadito – che emerge una sfida per tutti noi che cerchiamo di essere discepoli del Signore”, ovvero che “la rete digitale può essere un luogo ricco di umanità, non una rete di fili ma di persone umane”.