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Smartphone, un uso intelligente per proteggersi di Pino Pignatta

febbraio 05, 2014 − by settimanadellacomunicazione − in Avviso ai naviganti − No Comments
  1. Si parla spesso dei giovani e della loro dipendenza dallo smartphone ormai a livelli guardia (anche patologici). Ne parlavamo qui in un post sul dialogo (allucinante) fra tre adolescenti su un tram milanese. Prendete la “Generazione Y”, i ragazzi nati tra la metà degli anni ‘80 e gli anni 2000, a metà tra computer e i primi telefoni cellulari. Una generazione ampia, alla quale oggi s’incollano i “nativi digitali”, che è davvero “dipendente”: 9 ragazzi su 10 ammettono che controllare il proprio smartphone già al risveglio è ormai un’abitudine. Addirittura prima di lavarsi i denti, sono già entrati il mondo virtuale. Il tutto prosegue nella giornata: uno su cinque verifica il proprio smartphone ogni dieci minuti: ovunque, nel bagno, a letto, durante la guida (e questo è sanzionabile dal Codice della strada). Quando non hanno il dispositivo mobile con sé, due su cinque provano ansia.
    Ma lo smartphone, ovviamente, non è il diavolo. Di per sé è uno strumento neutro. È l’uso che se ne fa che è esagerato. Può essere anche una soluzione. Secondo la VASCOData Security, azienda impegnata in soluzioni e servizi di strong authentication e di firma elettronica, specializzata in applicazioni di sicurezza Internet e transazioni sicure, gli smartphone possono essere trasformati – anziché in un aggeggio per postare foto compromettenti o per esercitare episodi di bullismo – in un supporto valido di proteggere la propria vita online. Cioè in un aiuto per essere più sicuri su Internet. Come? Per esempio, con un’applicazione di autenticazione software, chiamata DIGIPASS for Mobile, che genera password monouso (OTP ), la difesa più efficace contro gli attacchi informatici: queste password, infatti, possono essere utilizzate solo una volta durante un periodo limitato di tempo.
    È bene ricordare ancora che la maggior parte delle persone tende a usare la stessa password per tutta una serie di applicazioni e account online, sia di tipo personale sia di tipo professionale. Utilizzando la stessa password statica, le nostre informazioni (anche le più riservate e “sensibili”) sono messe a rischio. Le password “usa e getta” (one-time password, in inglese), invece, possono risolvere questo problema. E qui lo smartphone può essere un valido partner. E si rivela davvero “smart”, nel senso di “intelligente”.

    05 febbraio 2014

    (blog di Pino Pignatta – Famiglia Cristiana)