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51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo

Incontrarsi per imparare a comunicare

maggio 01, 2014 − by settimanadellacomunicazione − in Cultura dell'incontro − No Comments

Potrebbe sembrare superfluo incentrare l’attenzione sul tema dell’incontro quando si parla di comunicazione. Eppure così non è se nell’epoca del web 2.0 un Papa decide di dedicare un intero documento in proposito. In effetti non è sufficiente essere connessi per potersi definire in comunicazione. Ed è proprio questo il rischio da cui Francesco cerca di mettere in guardia nel messaggio per la 48ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali.

Secondo il Pontefice siamo in presenza di media che ci possono far ignorare il nostro prossimo reale. Il flusso vorticoso delle informazioni, le tentazioni consumistiche, la manipolazione delle persone possono creare emarginazione, povertà, abbandono.

E allora, di fronte a questi pericoli, la Chiesa, il cui principale interesse è quello di far incontrare ogni uomo con il suo Creatore, non può rimanere a guardare ma deve, anche nell’ambito digitale, essere “sale della terra”.

In che modo? Innanzitutto attraverso l’ascolto dell’altro, sostiene Papa Francesco, e nel contempo mediante la donazione di sé all’altro. Chi entra in relazione con un cristiano, deve potersi sentire a casa, deve percepire il calore dell’accoglienza, anche nella rete digitale. Dunque anche nell’universo dei media, per dirla con le parole di Paolo VI, abbiamo bisogno di testimoni e non di maestri.

In questo percorso siamo ancora ai primi passi. La Chiesa ha infatti un potenziale immenso di risorse che deve essere ancora messo in gioco. La rete di relazioni delle associazioni, delle parrocchie, dei movimenti, deve poter interagire in modo sempre più fluido e costante con i media. La bellezza di un’esperienza di crescita di un gruppo parrocchiale, il fascino del servizio ai poveri, le scoperte di un cammino di catechesi possono e devono avere anche sbocchi su internet, sui media in genere, perché si passi da un approccio di massa all’incontro personale con chi è connesso.

Altrettanto importante è l’educazione ai media. Sia per le famiglie, sia per gli operatori non è possibile illudersi di saper gestire la comunicazione senza un minimo di formazione. In Italia purtroppo, soprattutto nel centrosud questo argomento è ancora un tabù.

don Francesco Indelicato

Ufficio Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma