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Parlare di tutto senza tabu’

maggio 06, 2014 − by settimanadellacomunicazione − in Comunicazione − No Comments

“Giornalisti cattolici bigotti?”. Prosegue la riflessione avviata dal Copercom tra i professionisti dell’informazione a partire da quanto dichiarato a Radio Vaticana da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, a proposito dei comunicatori cattolici: “Abbiamo fior di professionisti che per un malinteso senso di ecclesialità e di fedeltà alla Chiesa, diventano più bigotti dei bigotti”. Oggi interviene don Antonio Rizzolo, direttore di “Credere” e di “Jesus”: “L’antidoto? Parlare di tutto senza tabù”. “L’idea di fondo che, a mio parere, deve animare ogni professionista cattolico dell’informazione può essere sintetizzata nel motto del beato Alberione ai paolini: ‘Parlare di tutto, cristianamente’”. Rizzolo ricorda anche la lezione di don Giuseppe Zilli a “Famiglia Cristiana”: “Prima di tutto, scriveva, ‘il giornale cattolico non è a servizio di alcun partito’. In secondo luogo ‘non è un giornale clericale’”. Non è neppure “‘un giornale di rottura, nel senso d’interruzione del dialogo’. Al contrario, ‘non smette mai di usare il linguaggio della carità anche quando deve parlare con chiarezza e combattere le sue battaglie più proprie’. Infine ‘il giornale cattolico è palestra di opinioni, come tutti gli altri giornali, con riferimento alla luce ideale in cui si muove. Nessun argomento dev’essere tabù’”. Osservazioni, conclude Rizzolo, che sono “ancora attualissime” e possono “aprire la strada a una riflessione che riguarda tutta la comunicazione nella Chiesa”.

Fonte: Agensir.it