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51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo

Quando e come la comunicazione si fa “prossimo” solidale

maggio 10, 2014 − by settimanadellacomunicazione − in Cultura dell'incontro − No Comments

Quest’anno il tema della Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali (la 48°) focalizza il tema dell’incontro: tra persone, tra gruppi, tra società, tra culture diverse.

È una tematica molto importante poiché la cultura è alla base di ogni pensiero e di ogni riflessione umana e, come si sa, essa non è altro che la manifestazione di quei valori umani e spirituali che vengono evidenziati nella vita stessa di un gruppo o di un popolo. Ogni cultura, in quanto espressione della vita e, quindi dei valori e del pensiero di un Paese, rappresenta una delle tante verità nell’universo concettuale umano che, all’interno di un microcosmo, trascende i propri limiti, per assumere sempre più un carattere di universalità e di necessità.

Quando persone o gruppi di cultura diversa si incontrano può accadere che si instauri tra di essi una diffidenza reciproca che, a sua volta, può scatenare una difesa ad oltranza, una chiusura nei confronti del “diverso da noi”, con il conseguente rifiuto di tutto ciò di cui l’altro è portatore; oppure, viceversa, può esservi un’accettazione acritica del “nuovo”, del “diverso”, che porta a mettere da parte i propri valori e le proprie credenze per un malinteso rispetto verso chi è differente da noi e portatore di una cultura altra.

Il vero incontro, invece, avviene tra soggetti adulti, maturi, capaci di aprirsi gli uni agli altri nella loro interezza, per accogliere e donare parte di ciò che si è, nel rispetto vicendevole di conoscere, farsi conoscere e condividere valori e qualità autenticamente umane e, per chi ha fede, anche cristiane. Si stabilisce, così, una vera e propria relazione che rende l’altro un tu che mi sta innanzi e verso il quale non solo posso dialogare ma instaurare una comunicazione autentica, che favorisce il perfezionamento della nostra personalità, educandoci attraverso processi di personalizzazione individuali e comunitari.

La comunicazione, allora, può diventare prossimità, solidarietà, vicinanza e, se autentica, arrivare alla vera e propria comunione.

Se è vero che specialmente oggi è molto importante facilitare l’incontro tra persone e tra culture diverse, visto che viviamo in un mondo globalizzato, dove in ogni occasione veniamo a contatto con persone di razza, nazione e cultura diverse, sia personalmente, face to face, sia attraverso la mediazione e l’uso dei media vecchi e nuovi, è ancora più importante che questo incontro avvenga in modo autentico, nella reciproca accoglienza della diversità e della differenza di ciascun individuo o gruppo umano.

La comunicazione esperita attraverso i new media può favorire molto questo incontro autentico se vengono rispettate alcune regole che sono a fondamento di ogni sana comunicazione, nel rispetto dell’emittente e del ricevente, nonché della decodificazione corretta del messaggio veicolato.

I media, è stato detto, sono una finestra sul mondo, ce lo portano in casa, favorendo il contatto anche con culture diverse dalla nostra, e ponendoci interrogativi sul senso della nostra vita, sui nostri valori, usi e costumi, sul nostro modo di concepire l’uomo, Dio, la Storia.

Essi, se usufruiti correttamente, ci aiutano a vedere e forse a capire in qualche modo gli avvenimenti che accadono vicino o lontano da noi, ponendo alla nostra attenzione problematiche inedite, situazioni precarie, condizioni di vita umana positiva o negativa, che ci fanno patire e gioire e che riguardano persone e società a volte anche molto lontane e diverse da noi e che, forse, non avremmo mai potuto incontrate direttamente.

Con i Social Network, poi, ognuno/a è protagonista della propria comunicazione: si apprende e si dona, si conosce e si diffonde la propria conoscenza e il proprio sapere, si aiuta e si è aiutati. Se questo flusso di comunicazione avviene in modo corretto, cioè senza ipocrisia e senza inganno, può formarsi una catena di solidarietà tra i naviganti che ci rende tutti più vicini, più fraterni, più prossimi, favorendo una crescita in umanità per tutti i partecipanti.

Come possiamo far sì che la comunicazione diretta o mediata dagli strumenti elettronici possa contribuire a farci incontrare positivamente l’altro/a, rendendoci vicendevolmente solidali, per una arricchimento reciproco?

I media tradizionali e quelli sociali sono, come ben sappiamo, quasi il prolungamento dei nostri sensi, della nostra intelligenza e del nostro intelletto; comunicando attraverso questi strumenti e questi linguaggi possiamo non solo conoscere e renderci consapevoli di una realtà che ci sovrasta, quale potrebbe essere la conoscenza di scoperte scientifiche, dei vari progressi morali e sociali dell’umanità, ma anche venire a conoscenza di situazioni tragiche, di bisogni emergenti di persone e di popoli che, anche se lontani, comunque ci riguardano, perché siamo parte integrante di questa umanità gioiosa e dolente e non possiamo chiuderci nel nostro microcosmo, facendo finta di misconoscere tutto ciò che ci attornia.

Con i social network noi oggi possiamo anche interagire con queste situazioni umane, eliminare ostacoli vari e favorire non solo una maggiore conoscenza, ma anche costruire catene di solidarietà reciproche che contribuiscano a risollevare le sorti di chi è nel bisogno materiale, morale e spirituale sentendoci una sola famiglia e figli dello stesso Padre celeste.

La nostra comunicazione a servizio di un autentico incontro, anche se mediato dai social network, deve essere, però, scevra da pregiudizi, tanto da indurci al confronto e alla riformulazione di alcune nostre credenze che, forse, credevamo stabili e intoccabili, per accettare l’altro/a così com’è, e che si presenta a noi con la propria sintesi culturale, chiedendo e offrendo rispetto e comprensione.

Siamo coscienti dell’importanza che questo comporta per il bene della società e siamo capaci di questo incontro autentico, usando correttamente la nostra comunicazione veicolata dai social network?

Il pericolo che il mondo digitale offra soltanto un incontro fittizio, arbitrario, deformato o costruito ad hoc esiste ed è reale, perché sappiamo bene che i media, sia vecchi sia nuovi, usano un linguaggio “totale” che in tanti modi cerca di catturare il consenso degli spettatori con l’intento di suscitare il loro interesse e la loro adesione ai messaggi da essi stessi veicolati. Infatti, se usati acriticamente, i media e i Social network ci manipolano puntando sul coinvolgimento dei nostri sensi e della nostra emotività, piuttosto che coinvolgere la nostra razionalità e facendoci credere quello che vogliono. Se gli utenti non tengono conto della ideologia di chi trasmette, di chi ha scritto il messaggio, di chi è proprietario dello strumento, del contesto della comunicazione, della spettacolarizzazione della notizia, della sua ridondanza, dell’impatto emotivo, della velocità e rapidità del flusso comunicazionale, essi (gli utenti, i naviganti) finiscono col l’abdicare alla loro razionalità per pensare come vogliono i messaggi dei media che usano.

Non è mai lecito né positivo né bello abdicare al proprio pensiero, ai propri valori e alla propria cultura, solo perché influenzati da messaggi effimeri, ridondanti e accattivanti.

È necessario, perciò, come ci ricorda anche Papa Francesco nel suo messaggio, aver sempre presente non solo la positività della comunicazione, ma anche i suoi aspetti problematici e che: “la velocità dell’informazione supera (sempre) la nostra capacità di riflessione e di giudizio e non permette un’espressione di sé misurata e corretta”.

Riflettere sul linguaggio dei media, sui loro messaggi, pensare in proprio, prendersi il tempo di assimilare criticamente ciò che si è visto, udito, ascoltato, discuterne con gli altri, confrontare le varie fonti di comunicazione e, infine, se i messaggi ricevuti ci sembrano validi, prima di farli nostri avere l’accortezza di confrontarli con i propri valori e la propria cultura di appartenenza; solo allora la comunicazione può costituire un valido aiuto che ci fa crescere nell’autonomia di pensiero, ci apre la mente a realtà complesse e divergenti, aiutandoci ad esaminare tutto e a ritenere ciò che ci sembra valido, costruttivo e formativo per l’oggi e per il nostro domani.

di Tiziana De Rosa