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La tv “ultra” di Papa Francesco, per raggiungere chi crede e chi non crede piu’

giugno 12, 2014 − by settimanadellacomunicazione − in Evangelizzazione − Commenti disabilitati

La televisione del futuro è andata in scena a Lucca, dove si sono appena svolti l’undicesimo Forum europeo digitale e un esclusivo workshop sulla Tv a Ultra Alta Definizione, che in termini di marketing è chiamata televisione a “4K”, cioè 4 volte l’attuale HD, passando da una definizione di 1.920 per 1.080 pixel a una di 4.096 per 3.122, vale a dire il più alto standard qualitativo oggi a disposizione sul mercato, e che sfrutta le potenzialità della codifica Hecv a 50 fotogrammi al secondo (le televisioni “semplicemente” HD sono a 25 fotogrammi al secondo). Anteprime, studi, progetti, nuovi prodotti, come la Tv autostereoscopica (cioè a 3D ma che si guarda senza occhiali appositi). E poi la presenza dei broadcaster, cioè dei fornitori di contenuti, ma anche le aziende più avanti con l’innovazione come Sony, LG o Dolby, che dai sistemi audio sta puntando all’integrazione tra audio e video.

Protagonista assoluto del workshop sull’Ultra HD è stato il Centro Televisivo Vaticano che, oltre a diffondere in Alta Definizione in ogni angolo del mondo la Canonizzazione dei due Papi grazie a 9 satelliti dell’azienda italiana Eutelsat, ha presentato a Lucca un frammento 4 minuti di un documentario lungo 50 minuti sull’evento ripreso interamente nel formato 4K, e che durante il Forum di Lucca è stato possibile vedere su televisori “4K”, con una sensazione di totale immersione nella celebrazione che si è svolta lo scorso 27 aprile in Piazza San Pietro, grazie a immagini di una definizione straordinaria, praticamente vicinissima alla realtà.

Ospite applauditisimo del Forum è stato monsignor Dario Edoardo Viganò, direttore del Centro Televisivo Vaticano, che ha spiegato come il CTS sia una piccola struttura del più piccolo Stato del mondo, nata nel 1983 con l’obiettivo di diffondere il messaggio e i gesti del Papa. Ha raccontato quello che il Vaticano ha fatto in occasione della Caninizzazione dei due Papi, cioè creare un gruppo di partner tecnologici perché questo evento fosse un evento esemplare per il mondo della Santa Sede rispetto ai processi produttivi digitali. «L’idea era di fare tre produzioni», ha spiegato mons. Viganò: «La prima in HD, infatti dal 2005 il Cts produce in Alta Definizione e questo perché gli Stati Uniti non prenderebbero mai il segnale se non fosse in HD, e quindi perderemmo una parte di cattolici importante; la seconda produzione per questo evento delle Canonozzazioni è stato il il 3D, per il quale ci siamo affidati alla piattaforma Sky, facendo arrivare da Londra le telecamere più avanzate e affidabili per questo formato di ripresa; e poi la terza produzione è stata in “4K” grazie ai partner Sony e Dbw».

Monsignor Viganò, lei conferma che la beatificazione di Paolo VI e la Messa di Natale saranno i prossimi eventi ripresi con l’Ultra Alta Definizione dal Centro Televisivo Vaticano?

Sono eventi che dobbiamo precisare dal punto di vista organizzativo. Però, certo, questa sperimentazione avviata con la Canonizzazione dei due Papi il 27 aprile scorso ci permette di dire che se troveremo ancora la disponibilità dei nostri partner – Sony, Dbw e tutto il gruppo satellitare , cioè Eutelsat e Globecast – oltre all’Alta Definizione con cui trasmettiamo regolarmente dal 2005 potremo riprendere altri grandi eventi anche in “4k”, e sicuramente tra questi ci sono la beatificazione di Paolo VI il prossimo ottobre e la Messa di Natale.

E poi non dimentichiamo le riprese in 3D, che anche durante la Canonizzazione hanno hanno raggiunto un pubblico entusiasta…

Assolutamente sì, vedremo se anche la Messa di Natale, compatibilmente con le possibilità della piattaforma Sky, potremo farla in 3D. Infatti, puntiamo a differenziare le nostre produzioni, proprio perché i pubblici sono diversi e anche le finalità. Penso appunto alle nostre riprese in Ultra Alta Definizione che prossimamente presenteremo a Washington, dove la Tv a “4K” è già realtà nelle case degli americani, che permettono di avere documenti con cui fare la storia molto importanti, perché gli eventi storici certo si tramandano sugli scritti, sulle bolle papali, ma ormai si fanno sempre più sull’analisi dei testi audiovisivi e multimediali. Dunque, pensare anche in termini tecnologici a un racconto della Chiesa tra 10-15 anni credo sia un’urgenza e anche una responsabilità.

Questi investimenti sulle tecnologie più avanzate sono direttamente della Santa Sede?

Non è proprio così. Così come è avvenuto per la Canonizzazione dei due Papi, la Santa Sede ha il Centro Televisivo vaticano che è capofila e che progetta e coordina tutto. Poi ci sono partner che intervengono in questa condivisione di un’unica progettualità ciascuno mettendo tecnologie, risorse umane ed economiche.

Le riprese in 4k, cioè nel formato Tv oggi più tecnologicamente avanzato, della Canonizzazione e dei prossimi eventi, beatificazione di Paolo VI e della messa di Natale, sono da leggere anche come mezzi per raggiungere un pubblico non cristiano, o non credente?

Diciamo che tutte le produzioni audiovisive, anche quelle che dal 2005 il Centro Televisivo Vaticano fa in “semplice” HD, cioè in Alta Definizione, si fanno per diffondere il messaggio del Papa, i suoi gesti, il suo magistero. E quindi in questa grande diffusione la fruizione è del credente, del curioso, di chi credente non lo è più, di chi forse con queste nuove tecnologie si riavvicina. Noi non è che abbiamo un “target” preciso di marketing. Nella comunicazione della Chiesa, direbbe Greimas, non viene mai riconosciuto un opponente, perché per la Chiesa lo stile è sempre di disponibilità, di offerta e di accoglienza.

Ma l’Utra Alta Definizione porta la Chiesa a un livello tecnologico dove non è mai stata…

Certo, dove non è mai stata. In Italia, sappiamo, la televisione a 4 K, al di là di piccoli aspetti sperimentali non esiste ancora come larga diffusione. Esiste negli Stati Uniti. Ma le riprese in 4K sono soprattutto da interpretare nel senso di lasciare documnenti straordinari agli storici della Chiesa di domani, non è che l’Ultra Alta Definizione sia a servizio del Vangelo più dell’HD o della Tv tradizionale. Insomma, non è un modo per potenziare l’evangelizzazione nel mondo.

di Pino Pignatta

Fonte: Famigliacristiana.it