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51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo

La coerenza non e’ una virtu’, soprattutto se guardi la Tv

luglio 22, 2014 − by settimanadellacomunicazione − in News − Commenti disabilitati

Quali debolezze nasconde una pubblicità televisiva di acqua affidata a un calciatore? Gaetano Piccolo, nel suo libro Il predicatore intelligente. Manuale di logica per la teologia  (San Paolo) elenca anche altre domande: Quali meccanismi scattano nella polemica contro Benedetto XVI dopo il discorso di Ratisbona? E  Che cosa c’entrano i paradossi di Russel e Gödel con la prova ontologica dell’esistenza di Dio? E che cosa può dire l’insiemistica rispetto alla teologia di san Tommaso?

L’accostamento delle domande è volutamente provocatorio, ma non tanto, se si tiene presente che in qualunque comunicazione usiamo un linguaggio che ha una sua logica e delle regole specifiche. Se il linguaggio usato e le regole applicate non sono chiari, veri e condivisi, basati su un’argomentazione solida, non solo non si comunica, ma si rischia l’opposto della comunicazione, ovvero la propaganda e la manipolazione, come ipotizza Geoge Orwell nei suoi romanzi. Oppure ci si ritrova come Alice nel paese delle meraviglie, dove «non esistono gerarchie né leggi di precedenza. Anche le conversazioni già intavolate possono essere interrotte bruscamente».

Gli strumenti per offrire un’argomentazione chiara e condivisibile e per smascherare i discorsi falsi o paradossali sono forniti dalla logica e dall’applicazione delle sue regole. Il gesuita Gaetano Piccolo, in questo libro, indica la strada per un discorso logico anche quando si affrontano temi come quelli teologici e religiosi, recuperando i contributi di Aristotele, Abelardo, Wittgenstein e gli sviluppi della filosofia contemporanea, per concludere che «la logica non risolve certo il problema del dialogo con i non credenti, ma certamente contribuisce a far chiarezza… In fondo in tutti noi c’è un Bernardo di Chiaravalle, convinto che la logica sia uno strumento del demonio. Le regole ci appaiono troppo stringenti, inadeguate a dire l’immensità di Dio. Peccato che Dio stesso abbia accettato di farsi così piccolo pur di stare dentro alle regole di un linguaggio umano. Se non avesse fatto così, non ci saremmo neppure accorti di Lui».

La lettura di questo libro richiede un bagaglio di conoscenze filosofiche e soprattutto del linguaggio tecnico e dei simboli adottati nell’insiemistica, ma ci dà una mano a fare più attenzione ai nostri discorsi, anche quelli più seri, che come si dice popolarmente, spesso saltano di palo in frasca, un po’ per la nostra pigrizia mentale e un po’ per il clima mediatico in cui siamo immersi. Nell’elenco, infatti, che Gaetano Piccolo fa degli “inganni e finzioni” nascosti nei nostri discorsi spesso l’esemplificazione è tratta da pubblicità televisive, fatti di cronaca e titoli di giornale.

Giusto Truglia