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51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo

Le sette virtu’ del virtuale

dicembre 14, 2014 − by settimanadellacomunicazione − in Reti sociali − Commenti disabilitati

Nel digitale virtualmente. Esercitando le virtù. Possibile? Di più: doveroso. Ma come si coltiva la speranza nel web? Cosa significa essere prudenti? E come si può esercitare la fortezza o vivere la carità?

Sono le domande alla base del nuovo progetto dell’Università Cattolica, «Virtùalmente», una proposta che l’Istituto Toniolo di Studi superiori rivolge agli insegnanti, ai genitori, ai catechisti… a tutti gli adulti interessati a comprendere come sia possibile declinare al digitale le sette virtù della tradizione. Una proposta che si concretizza in un corso e in un concorso. Il primo rivolto agli adulti, il secondo anche – e soprattutto – agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, dalle elementari alle superiori.

«È assodato che i media digitali e sociali sono una dimensione della nostra esistenza. Se lo capiamo, capiamo anche che non sono né meravigliosi né temibili, capiamo l’importanza di un’educazione che insegni a sfruttarli al meglio», spiega Pier Cesare Rivoltella, docente di Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento all’Università Cattolica. Oggi stiamo vivendo la terza stagione – la più matura – del nostro rapporto con il web: «Dopo l’innamoramento, una prima fase di esaltazione delle opportunità straordinarie e infinite della Rete, hanno cominciato a emergere le disfunzionalità e si è passati alla seconda fase, di critica, dove hanno prevalso la preoccupazione e la diffidenza. L’attenzione si concentrava sui pericoli della rete, sulle sue insidie, più che sugli innegabili vantaggi. Oggi – prosegue Rivoltella – siamo approdati a una visione più equilibrata e serena delle possibilità e dei rischi. Ma non meno attenta».

Pensare al web come a un ambiente virtuale è un errore. Digitale sì, ma non meno reale del mondo materiale, per niente esterno alla vita concreta. Una dimensione ulteriore ormai irrinunciabile che i nativi digitali frequentano con disinvoltura – e qualche superficialità – e che gli adulti, ancora in via di alfabetizzazione, guardano con una certa diffidenza o con timore manifesto.

Il segreto è la misura: «Il troppo storpia – prosegue Rivoltella – e anche il cibo più salutare ingurgitato a chili fa danni. La moderazione è sempre consigliata». Non a caso, la prima delle virtù prese in esame è la prudenza. Da pro-videns, guardare lontano: non il timore che tiene lontano dai pericoli, la paura di chi non ha il coraggio di rischiare, ma la capacità di guardare oltre l’immediato, di vedere le conseguenze delle nostre azioni, di saper distinguere il bene dal male. Nell’arte è spesso rappresentata da una figura umana con tre volti: uno giovane, uno maturo e uno anziano per simboleggiare la memoria del passato, l’intelligenza e la capacità di immaginare il futuro.

E sul web? «La prudenza si concretizza nel “viaggiare informati” e nel ”viaggiare sicuri”. Sicuri, ovvero con la consapevolezza di cosa può succedere se affido i miei dati alla Rete. È necessario mettersi al riparo dai furti di identità, sapere – spiega Rivoltella – che nessun servizio è gratis, che anche se non sto sborsando denaro sto “pagando” fornendo i miei dati». Preziosissimi, e alla base di un mercato fiorente. A chi arriveranno le informazioni? Prudenza vuol dire sapere che sul web tutto resta e niente si cancella: quel che oggi sembra innocuo potrebbe rivelarsi imbarazzante domani, una foto può prendere strade impreviste, venir usata in un contesto sconveniente.

Prudenza è “viaggiare informati”, mettendo in atto «la strategia della formica. Che ha a che vedere – continua a spiegare Rivoltella – con la capacità di mettere da parte tutte quelle informazioni utilissime che  capita di incontrare navigando ma che non servono nell’immediato. Bisogna imparare ad archiviare alla voce “preferiti” gli indirizzi delle risorse utili, sfruttare al meglio le informazioni che riteniamo sensate. Condividendole con le reti sociali».

Il corso di aggiornamento, promosso dal Cremit (il Centro di ricerca sull’educazione ai media, all’informazione e alla tecnologia), insieme a Ilab e Formazione permanente dell’Università Cattolica, avrà una penetrazione capillare: «È un corso che si segue online (un Mooc, che sta per massive open online course, ndr), un percorso di analisi che parte dal significato delle virtù e lo declina nei media digitali» spiega Rivoltella che animerà i moduli online. Ciascuno è costituito da una fase di ingresso e da piccole videolezioni da 6 o 7 minuti, arricchito da tre tipi di risorse: approfondimenti culturali, didattico-formativi, bibliografici e webgrafici. Il tutto concluso da un test di autovalutazione.
Un corso multipiattaforma che prende le mosse da una riflessione contenuta nel libro di Pier Cesare Rivoltella Le virtù nel digitale. Per un’etica dei media di prossima pubblicazione per i tipi di Morcelliana. Il corso – che si può iniziare in qualsiasi momento recuperando le lezioni eventualmente perse – si conclude il 27 febbraio: è fruibile da qualsiasi postazione pc o da un dispositivo mobile collegato in Rete.

Chi volesse accedere al livello avanzato (a pagamento), avrà a disposizione anche la presentazione e la discussione di una serie di casi attraverso una classe virtuale e la possibilità di svolgere, con un tutor, attività che verranno valutate e consentiranno di ottenere un certificato di alta formazione rilasciato dall’Università Cattolica. Per informazioni: www.istitutotoniolo.it

di Nicoletta Martinelli

Fonte: Avvenire.it