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Media digitali sempre piu’ trendy tra i piu’ piccoli

marzo 17, 2015 − by settimanadellacomunicazione − in Reti sociali − Commenti disabilitati

‘Media consapevoli, genitori responsabili, tutela dei minori’ e’ il titolo della ricerca realizzata dal Censis per il Corecom Lazio, presentata il 17 marzo a Roma presso la Sala Tevere della Giunta regionale del Lazio. I risultati dell’indagine sono stati presentati da Elisa Manna, responsabile Politiche culturali del Censis, e discussa, tra gli altri, da Michele Petrucci, Presidente del Corecom Lazio, Daniele Leodori, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Francesco Sclafani, Segretario Generale dell’Agcom, Giuseppe De Rita, Presidente del Censis, e Angelo Marcello Cardani, Presidente dell’Agcom. ‘Media consapevoli, genitori responsabili, tutela dei minori’ ha analizzato il comportamento di un campione rappresentativo delle famiglie residenti nella regione, con figli fino a 13 anni, allo scopo di verificare la reale efficacia delle politiche di tutela per i minori rispetto ai diversi media.

Alla televisione, mezzo consueto di ‘compagnia’ per i minori, nelle famiglie, si sono andati ad aggiungere i nuovi media tecnologici. In primis smartphone e tablet che vanno a sommarsi alle piu’ classiche console per videogiochi. Oltre il 50% dei bambini di 6-7 anni ha tra le mani un tablet e lo utilizza per 1-2 ore al giorno, con punte fino a 3-4 ore. A 10 anni i ragazzi che usano abitualmente il tablet superano il 60%. Il 34% dei bambini di 7 anni puo’ essere definito giocatore assiduo (gioca tutti i giorni online per almeno un’ora), a 10 anni la percentuale sale al 43%. Con i videogiochi offline (come la playstation) le percentuali superano il 43% tra i bambini di 7 anni e il 47% tra quelli di 10 anni. Usa lo smartphone per un’ora al giorno il 22% dei bambini di 7 anni e un altro 23% per 2-4 ore. A 10 anni le percentuali sono ancora piu’ alte. Solo il 24% dei bambini di 7 anni usa internet a fini scolastici. La percentuale sale al 64% tra i bambini di 10 anni. Mentre i social network sono ancora poco frequentati a questa eta’. L’82% dei bambini del Lazio di 7-10 anni, poi, guarda la televisione tutti i giorni. Guardano la tv per 2-3 ore al giorno il 46% dei bambini di 7 anni e il 44% dei ragazzi di 10 anni. La televisione via internet in streaming guadagna posizioni anche tra i piccoli: il 25% dedica fino a 3 ore al giorno a queste nuove forme di fruizione della tv.

Tutti questi mezzi di “intrattenimento” restano comunque fonte di preoccupazione per i genitori. Il 77% di loro sostiene, infatti, che i contenuti audiovisivi violenti o in cui sono rappresentate perversioni minacciano non solo i bambini, ma anche gli adulti. La massima concentrazione di bambini di 7 anni davanti alla tv si registra, pero’, dalle 20 alle 21. Solo dopo viene la fascia 17-18, la cosiddetta fascia protetta. Quasi il 64% dei ragazzi di 10 anni segue principalmente la tv nella fascia oraria che va dalle 19 alle 22, dunque al di fuori della fascia dedicata ai piu’ giovani. Il 33% dei genitori considera inutile questo strumento di tutela, proprio perche’ i bambini guardano la tv a tutte le ore. E il 28% la considera inutile perche’ ritiene che in realta’ passa di tutto anche in fascia protetta. Pero’ il 42,5% dei genitori pensa che debba essere mantenuta perche’ svolge una funzione simbolica. Il 20% dei genitori afferma anche di essersi accorto che i figli provano una certa curiosita’ per i siti web porno o dedicati al gioco d’azzardo. Il 76% dei genitori ritiene che sia giusto controllare i figli perche’ non hanno la maturita’ per fruire di questi contenuti: temono l’assuefazione e la desensibilizzazione, piuttosto che eventuali traumi e incubi.

Il 70% dei bambini di 7 anni accende da solo la TV, a 10 anni e’ oltre l’80% a restare da solo davanti allo schermo. Il 26% dei bambini di 7 anni accede da solo anche a internet, e la percentuale sale al 51% tra quelli di 10 anni. Meno del 25% dei genitori fa uso del parental control, sia di quello per la televisione in chiaro, sia di quello attivo sulla televisione on demand, per oscurare i contenuti ‘gravemente nocivi’. Il 42% si dice, infine, non interessato a esercitare questo tipo di controllo. I genitori appaiono molto preoccupati, quindi, ma sono anche molto disattenti.

Fonte: Redattoresociale.it