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51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo

Traccia di preghiera per la 49a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali

maggio 14, 2015 − by settimanadellacomunicazione − in Sussidi − Commenti disabilitati

Canto di esposizione

Adorazione personale

Guida: La famiglia è al centro della riflessione ecclesiale e del messaggio del Papa per la 49a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. La bellezza della famiglia si esprime attraverso il dono di un amore gratuito che permette di crescere e fruttificare, come esplicita il tema della Giornata: “Comunicare la famiglia: ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuità dell’amore”.

Insieme: Crediamo, o Gesù Maestro,

di essere alla tua presenza,

riconosciamo che tu sei in noi, tu sei con noi.

Apriamo la mente e il cuore

al dono della tua grazia,

alla gratuità del tuo amore

che visita la nostra storia

e ci indica la via da percorrere.

Ti presentiamo i miliardi di fratelli e sorelle

che popolano il mondo.

Rivolgi il tuo sguardo misericordioso a tutte le famiglie

perché possano godere della tua pace.

Guida: In questa preghiera desideriamo:

  • lodare il Signore per il dono della famiglia, luogo dove si impara a comunicare, a pregare, a convivere nella differenza e a fare esperienza del legame e delle relazioni;
  • ringraziare il Signore per le famiglie in cui si cerca ogni giorno di dare amore e perdono;
  • intercedere per le famiglie che vivono conflitti che sembrano insanabili;
  • chiedere il coraggio di saper raccontare, con gli strumenti della comunicazione, quanto la famiglia sia un dono grande, buono e bello, da custodire e da far crescere, annunciando la bellezza della vocazione all’amore, senza misconoscere le difficoltà che l’attuale crisi culturale, sociale e spirituale pone alla vita familiare;
  • invocare la forza di vivere nello spirito di famiglia in comunità, nella Provincia, in Congregazione e come Famiglia Paolina.

Nel silenzio continuiamo ad affidare al Signore le nostre intenzioni.

Canto allo Spirito Santo

Dal Vangelo secondo Luca (1,39-45)

In quei giorni Maria si levò e si recò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda, ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta.

E avvenne che, appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le sobbalzò nel grembo, ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo, ed esclamò a gran voce, dicendo: «Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo grembo. A che debbo questo, che la madre del mio Signore venga a me ? Poiché, ecco, appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, il bambino è sobbalzato di gioia nel mio grembo. Ora, beata è colei che ha creduto, perché le cose dettele da parte del Signore avranno compimento».

Pausa di riflessione e interiorizzazione.

Dal Messaggio del Papa

per la 49a Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali

Questo episodio evangelico ci mostra la comunicazione come un dialogo che si intreccia con il linguaggio del corpo. Esultare per la gioia dell’incontro è in un certo senso l’archetipo e il simbolo di ogni altra comunicazione, che impariamo ancora prima di venire al mondo.

La famiglia è il «luogo dove si impara a convivere nella differenza» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 66). Differenze di generi e di generazioni, che comunicano prima di tutto perché si accolgono a vicenda, perché tra loro esiste un vincolo. E più largo è il ventaglio di queste relazioni, più sono diverse le età, e più ricco è il nostro ambiente di vita.

Ridurre le distanze, venendosi incontro a vicenda e accogliendosi, è motivo di gratitudine e gioia: dal saluto di Maria e dal sussulto del bambino scaturisce la benedizione di Elisabetta, a cui segue il bellissimo cantico del Magnificat, nel quale Maria loda il disegno d’amore di Dio su di lei e sul suo popolo.

“Visitare” comporta aprire le porte, non rinchiudersi nei propri appartamenti, uscire, andare verso l’altro. Anche la famiglia è viva se respira aprendosi oltre sé stessa, e le famiglie che fanno questo possono comunicare il loro messaggio di vita e di comunione, possono dare conforto e speranza alle famiglie più ferite, e far crescere la Chiesa stessa, che è famiglia di famiglie.

Non esiste la famiglia perfetta, ma non bisogna avere paura dell’imperfezione, della fragilità, nemmeno dei conflitti; bisogna imparare ad affrontarli in maniera costruttiva. Per questo la famiglia in cui, con i propri limiti e peccati, ci si vuole bene, diventa una scuola di perdono.

Oggi i media più moderni, che soprattutto per i più giovani sono ormai irrinunciabili, possono sia ostacolare che aiutare la comunicazione in famiglia e tra famiglie. Riscoprendo quotidianamente questo centro vitale che è l’incontro, questo “inizio vivo”, noi sapremo orientare il nostro rapporto con le tecnologie, invece che farci guidare da esse. Anche in questo campo, i genitori sono i primi educatori. Ma non vanno lasciati soli; la comunità cristiana è chiamata ad affiancarli perché sappiano insegnare ai figli a vivere nell’ambiente comunicativo secondo i criteri della dignità della persona umana e del bene comune.

Dalla lettera della Superiora generale, sr Anna Maria Parenzan

(Paoline online, n.44)

Le espressioni del Papa ci esortano a divenire sempre più capaci di vivere il perdono, l’incontro, la gratuità, la meraviglia e qualificano il vivere insieme delle nostre comunità ma anche il vivere insieme come Famiglia Paolina.

In questi ultimi decenni, la nostra coscienza di Famiglia è andata progressiva-mente crescendo (…) ma certamente vi è ancora del cammino da compiere per accogliere l’invito, sempre ribadito dal Fondatore, a pensare, programmare e operare con prospettiva di Famiglia per rispondere alle sfide della evangelizza-zione.

Nell’anno centenario, vorremmo lasciarci provocare e interpellare dalle parole del Beato Alberione che nel 1963 lamentava: «Non si è ancora capita tutta la Famiglia Paolina, le singole parti e la missione che ha nel mondo. È Dio che l’ha voluta…» (…). Lo Spirito Santo ci faccia gustare la grazia di appartenere a questa «mirabile Famiglia», una Famiglia variegata e universale, diffusa su tutta la terra. E ci doni di rispondere, insieme, alle sfide della evangelizzazione di questo mondo, divenuto realmente «la nostra parrocchia».

Pausa di riflessione, interiorizzazione e comunicazione di una parola che più fortemente è risuonata nel cuore.

Guida: Riconosciamo la nostra povertà e preghiamo con le parole del Beato Alberione:

Ti adoro, o Maestro e apostolo del Padre.

Ti ringrazio per averci portato dal cielo

Il Vangelo e la dottrina, svelandoci il mistero della redenzione.

Ti benedico per avermi chiamato all’apostolato

per annunciare a tutti le tue ammirabili ricchezze.

Sii benedetto per i risultati ottenuti.

Ma, quanto sono addolorato,

quasi affogato e smarrito,

per l’immenso bene che non ho fatto.

A chi ricorrerò se non al tuo cuore?

Non ho che Te, spero solo in te.

Non vi è in altri salvezza.

Pausa di silenzio.

Guida: Con Maria, la Donna dello Spirito, rendiamo grazie per tutto quanto lo Spirito Santo opera nelle famiglie, nella nostre comunità, nella Congregazione e nella Famiglia Paolina. Canto del Magnificat.

Guida: Affidiamo all’amore gratuito del Padre le famiglie del mondo perché diventino “il luogo dove tutti imparano che cosa significa comunicare nell’amore ricevuto e donato” (Papa Francesco).

Padre nostro

Deposizione del SS.mo.

Canto: Non temete…