Paoline Chi siamo logo_sp Sostenitori
51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo

Comunicazione politica e opinione pubblica

aprile 14, 2016 − by settimanadellacomunicazione − in News − Commenti disabilitati

Terzo appuntamento del del percorso “Comunicazione e Misericordia”. Interviene Paolo Mancini (Università di Perugia). 

La Misericordia in politica? Un balsamo per curare l’estrema polarizzazione che dal fascismo in poi ha connotato il dibattito pubblico in Italia. Il prof. Paolo Mancini  ha delineato, il rapporto tra “Comunicazione politica e opinione pubblica”.

«La politica presuppone sempre degli interessi – ha notato molto pragmaticamente il prof. Mancini interpellato dal giornalista di TV2000 Fabio Bolzetta – e dentro la questione dei migranti vi sono sia gli interessi dei migranti stessi che quelli dei governi che devono gestirne il flusso. Purtroppo, di fronte a questo flusso, molti governi europei hanno assunto una posizione di egoismo e di chiusura». La visita a Lesbo di Papa Francesco si contrappone a tali logiche: «Non farà piacere a tutti quei governi con una difesa quasi estrema degli interessi nazionali a fronte di interessi più generali. Il discorso di misericordia che fa il Papa non può non scontrarsi con quelle policy che si basano esclusivamente sugli interessi di parte: quella del Papa a Lesbo è dunque una visita politica, che vuole dire all’Europa che quello che si sta facendo non è sufficiente, o è addirittura sbagliato».

La politica è sì contrapposizione di interessi, ma alla ricerca di una sintesi comune: «La misericordia può contribuire a far avvicinare le parti, facilitando il raggiungimento di un accordo attraverso un processo di negoziazione». Mancini ha ripercorso però la storia della politica italiana, una lunga cavalcata di contrapposizioni estreme: «Una buona dose di misericordia potrebbe aiutare a superare questa polarizzazione. Purtroppo nel nostro Paese la spinta alla ricerca dell’interesse generale e del bene comune è molto più debole che all’estero». E se il web, con il suo linguaggio diretto e semplificato, punta al “cuore” delle persone, l’abbondanza informativa presente in rete può offrire opportunità anche alla mente: «Oggi come non mai qualunque cittadino può verificare la veridicità di quello che gli viene detto».

Per saperne di più: http://www.webcattolici.it/