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51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo

Parole che gettano ponti: il Festival della Comunicazione ad Arezzo

maggio 08, 2016 − by settimanadellacomunicazione − in Comunicazione − Commenti disabilitati

«La comunicazione ha il potere di creare ponti», ha scritto Papa Francesco nel messaggio per la 50ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebra domenica 8 maggio. Alle sue parole si è ispirato il Festival della Comunicazione, promosso dalla Società San Paolo e dalle Figlie di San Paolo ed ospitato, nella sua undicesima edizione, dalla Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, guidata dall’arcivescovo Riccardo Fontana. Nei circa 40 eventi che dall’1 all’8 maggio hanno animato la provincia aretina si è voluto dar vita a quell’incontro fecondo tra comunicazione e misericordia indicato dal discorso del Santo Padre.

Raggiungere le periferie esistenziali

Alle radici evangeliche della questione è andato Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, nell’incontro sul tema “Gesù racconta la misericordia di Dio”, ospitato nella Cattedrale di Arezzo.

«Ma la comunicazione cosa c’entra con la misericordia?», ha chiesto provocatoriamente don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, nel dibattito sul ruolo dei media cattolici, a cui hanno preso parte anche il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, il presidente della federazione della stampa cattolica (Fisc) Francesco Zanotti e il direttore di Toscana Oggi  Andrea Fagioli. Alla domanda – più che lecita, in un tempo di crisi dell’informazione – ha risposto Tarquinio: «Abbiamo il dovere di saper guardare le persone ad altezza d’uomo: se osservate dall’alto, le dinamiche umane, come le migrazioni o gli scioperi dei lavoratori, diventano macro-fenomeni distanti dal singolo». Per arrivare a quelle periferie esistenziali tanto care a Papa Francesco non basta cavalcare l’onda dei facili populismi, sottolinea Sciortino: «L’informazione deve saper suscitare una sana inquietudine». Continua a farlo la radio, strumento di comunicazione misericordiosa per eccellenza secondo Luca Collodi, di Radio Vaticana, «perché collega le persone, le ascolta e le rispetta, mettendo in circolo le idee», ha spiegato nell’incontro realizzato a Cortona in collaborazione con la locale Radio Incontri. «La radio vive tanto di chi la fa quanto di chi la ascolta», fa eco il segretario generale di Italradio Luigi Cobisi.

La misericordia nelle religioni del Libro

La comunicazione diventa dialogo interreligioso intorno al perno della misericordia di Dio, presente nelle tre religioni del Libro – cristianesimo, ebraismo ed islam – con diverse accezioni: è sentimento viscerale ed infinito nell’Antico Testamento, come ha sottolineato Pawel Andrzej Gajewski, pastore della Chiesa evangelica valdese di Perugia. Nell’insegnamento ebraico, la misericordia diventa solidarietà, «lo sguardo all’uomo che soffre: chi vuole seguire le vie del Signore deve avere un occhio di riguardo verso i deboli della società», ha spiegato il Rabbino capo della Comunità ebraica di Firenze Joseph Levi. Una visione che si avvicina a quella dell’Islam, secondo cui solo grazie alla clemenza del Misericordioso si accede al Paradiso: «Il merito non è nostro: quindi dobbiamo essere umili, non arroganti – ha spiegato l’imam di Firenze Izzedin Elzir, presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia (Ucoii). – Non dobbiamo guardare all’altro e al diverso con superiorità, ma con desiderio di arricchimento.»

Politiche sociali e famiglia: quali priorità?

Comunicazione e misericordia sono entrate nelle politiche amministrative con il dibattito “C’è misericordia nei bilanci comunali?”, a cui hanno preso parte sindaci ed assessori dei comuni aretini. «La domanda non è semplice: – ha ammesso Francesco Marsico, direttore dell’area nazionale di Caritas italiana – ci sono esempi positivi di enti locali che dopo la crisi hanno investito nella sussidiarietà concreta, ma il tema è spesso lasciato alla sensibilità dei diversi contesti territoriali, piuttosto che alle politiche nazionali.»

Al centro dell’emergenza sociale ci sono le famiglie più fragili: ad esse si rivolge l’attenzione dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, promotore del dibattito sulla tutela dei più piccoli, a cui hanno preso parte Laura Laera, presidente del Tribunale per i minorenni di Firenze, e lo psicologo Tommaso Eredi, che ha approfondito il tema degli affidi: «In un tempo in cui si fa fatica a prendersi cura della propria famiglia – ha spiegato – diventa ancor più difficile accogliere chi non ce l’ha: ma c’è chi continua a farlo.»

«Torniamo ad essere Cenacolo di amore e solidarietà», ha esortato il presidente del Pontificio consiglio della famiglia Vincenzo Paglia, che ha presieduto la messa, trasmessa su Rete 4, nella Basilica Pontificia di San Francesco in occasione dell’inaugurazione del nuovo Centro pastorale per la famiglia. «Combattiamo l’indifferenza della quotidianità – ha detto l’arcivescovo – con l’attenzione e l’accoglienza». Un appello che è rimbalzato dall’Istituto “Medaglia Miracolosa”, dove l’ex olimpionica Nicoletta Tinti ha portato la sua testimonianza di atleta paraplegica, alle aule delle scuole, dove si è affrontato il tema del cyber-bullismo e dell’uso consapevole dei social network, fino al carcere di Arezzo. Qui i detenuti hanno ribaltato i ruoli tradizionali, intervistando i giornalisti: «Aiutateci a portare fuori le nostre voci – hanno chiesto – perché la nostra rinascita inizia da qui.»

L’intensa settimana del festival si è conclusa domenica 8 maggio, in occasione della Giornata delle comunicazioni sociali, con la messa nel Santuario di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, a Cortona: la celebrazione, presieduta dall’arcivescovo Riccardo Fontana, è stata trasmessa in diretta da Rai 1.

Beatrice Bertozzi

Redazione TSD – Arezzo