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51a Giornata delle Comunicazioni Sociali
28 maggio 2017
Tema: Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo

Un Festival per Comunicare a tutti. Intervista a Francesco Zanotti, direttore del settimanale Corriere Cesenate

gennaio 03, 2017 − by settimanadellacomunicazione − in Comunicazione − Commenti disabilitati

La comunicazione, declinata in tutti i suoi aspetti, è la protagonista del Festival della Comunicazione 2017 che quest’anno toccherà l’Emilia-Romagna.

Il Festival, promosso come ogni anno, da Paolini e Paoline in collaborazione con una diocesi del territorio nazionale, mira a riflettere sugli aspetti della comunicazione di oggi, coinvolgendo le realtà diocesane che decidono di abbracciare il progetto e realizzare il Festival che si svolge come di consuetudine la settimana prima della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (28 maggio 2017).

Abbiamo incontrato Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate che ci ha raccontato come procede l’organizzazione del Festival (21-28 maggio 2017), anticipando alcuni punti del programma, ancora in fieri, di questa dodicesima edizione che quest’anno sbarca a Cesena (FC).

«Pensiamo di fare momenti diversi dedicati alla città per un pubblico variegato e anche con eventi in preparazione al festival – spiega Zanotti – come serate al cinema con pellicole adatte all’argomento per arrivare preparati all’appuntamento di fine maggio con qualcosa che ha coinvolto, speriamo, centinaia e centinaia di persone. La nostra intenzione è quella di creare un Festival per tutti i cittadini, che possa uscire da un circuito ristretto al solo mondo cattolico».

Momenti di incontro e confronto, che coinvolgeranno anche i luoghi tipici della città in cui la comunicazione dice qualcosa, come la famosa Biblioteca Malatestiana e la storica sala del Palazzo del Ridotto, ma anche intrattenimento con spettacoli in cantiere presso il Teatro Verdi.

«Durante la settimana del Festival ci saranno momenti specifici anche per i giornalisti, – prosegue Zanotti – che potranno usufruire dei crediti formativi. Inoltre stiamo pensando di coinvolgere alcuni nomi noti del mondo del giornalismo che hanno mosso i primi passi nei settimanali diocesani e di certo non mancherà un confronto sulla stampa cattolica».

Tra i personaggi già in programma la scrittrice Antonia Arslan, famosa per avere fatto scoprire al mondo il genocidio del popolo armeno, grazie al libro La Masseria delle Allodole (Rizzoli). Ed ancora tra le date confermate quella di venerdì 26 maggio con un momento di riflessione dal titolo “Comunicare dietro le sbarre”, con Carmelo Musumeci, ergastolano ostativo, che recentemente ha ricevuto i benefici di semi-libertà dopo 25 anni senza uscire mai un giorno dal carcere. Un incontro per far capire la battaglia per l’abolizione dell’ergastolo. Una battaglia che sta molto a cuore anche a papa Francesco.

Continuando a sfogliare la bozza del programma, Francesco Zanotti illustra il progetto dell’allestimento di una mostra dal titolo “Adriano Olivetti, comunicatore di speranza “, sulla figura dell’imprenditore che cercava una terza via, tra capitalismo e comunismo.

Il Festival inoltre ospiterà la delegazione dei settimanali cattolici dell’Emilia-Romagna, ed è atteso come ospite anche il nuovo direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Rizzolo. Mentre l’organizzazione sta lavorando per portare la messa in diretta da Cesena su Rete4, nella domenica del 21 maggio e su Rai1 per la domenica del 28.

Interessante è l’incontro in programma per sabato 27 maggio, con un pomeriggio dedicato a come comunicare con gli ex-voto. Incontro unico perché nell’abbazia di Santa Maria del Monte di Cesena è custodita una delle più grandi collezioni al mondo di ex-voto, un vero e proprio patrimonio per la basilica benedettina, che rivela come nei secoli si è fatta comunicazione attraverso la pittura, un’arte che mostra non solo il ringraziamento a Dio, ma anche la narrazione del fatto accaduto.

Infine non mancheranno focus dedicati alla violenza in internet e ai rischi della rete, ma anche alla relazione tra l’online e i giovani.

Continuando a parlare di territorio non possiamo non chiedere al direttore del Corriere Cesenate come verranno coinvolte le tante realtà imprenditoriali, ma anche le realtà associative e gli enti. «Sicuramente ci sosterrà Romagna Iniziative, consorzio che riunisce una settantina di aziende presenti sul territorio cesenate, che ci darà una mano nel sostenere questa manifestazione. Abbiamo già il patrocinio del Comune di Cesena, ma abbiamo anche coinvolto tante realtà associative che ci sosterranno. Insomma la risposta da parte di tutti è stata positiva. Ora dobbiamo solo stringere».

Molteplici i canali per far conoscere questa iniziativa, che continua a prendere forma e si preannuncia un Festival molto ricco, e che, come ribadisce Zanotti, raccoglie nomi ed eventi che verranno confermati nei prossimi mesi, come è ancora in cantiere un incontro sul comunicare dallo spazio!

In conclusione, dopo sei anni alla guida della FISC (Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici), gli chiediamo un bilancio di questi due mandati. Sorridendo risponde: «Ora mi riposo! Certamente sono stati anni intensissimi. Sono volati. E’ stata un’esperienza unica ed impagabile. In questi anni ho girato l’Italia in lungo e in largo, dai paesi più piccoli a Roma, Milano, fino a varcare i confini nazionali, perché sono stato addirittura a Rio de Janeiro. Una esperienza che ha chiesto tanto, ma che è stata molto arricchente».

Anni questi però duri per la carta stampata e gli stessi settimanali cattolici penalizzati con il taglio dei contributi pubblici all’editoria che ha portato nel giro di pochi anni diversi periodici diocesani a chiudere l’edizione cartacea a vantaggio del web. «Queste difficoltà non sono certo superate – afferma il già presidente FISC – perché c’è un’incognita oggi sulla carta stampata di fronte alla quale nessuno sa indicare una via di uscita per uscire da questa crisi così profonda che rischia di minare anche i fondamenti del dibattito democratico».

Di sicuro per Francesco Zanotti abbandonare la carta stampata e rifugiarsi solo nel web non è la soluzione: «Dove è accaduto, si è rivelato fallimentare. Oppure – prosegue Zanotti – se affermiamo che tutti sono in grado di produrre informazione si rischia un prodotto non professionale. La nostra non vuole essere per forza un’informazione professionista, ma professionale sì. Noi vogliamo informare bene e forse ancora meglio, visto che dobbiamo spesso scontare diversi pregiudizi. Vogliamo essere una penna molto attenta perché con le notizie trattiamo le persone. Desideriamo andare alla ricerca di storie che altri non considerano, di notizie che non emergono. Non è sempre facile, ma è il nostro tratto caratteristico».

Una prospettiva che spesso contrasta con i conti in rossi di tante diocesi che si ritrovano a ristrutturare il settore comunicativo. Per Zanotti bisogna porsi una domanda: «quanto incide nel territorio il settimanale diocesano? Se la risposta è positiva, allora l’investimento ha un ritorno».

«Se c’è un ritorno sul territorio come valore, allora il costo di questo investimento annuo che le diocesi devono sostenere non sarà più un peso – conclude Zanotti –. Non è un obbligo per una diocesi fare un giornale, ma un’opportunità formidabile per arrivare nelle periferie geografiche e anche in quelle esistenziali».

(Di Francesca Baldini)